Arte e sangue in ‘Capolavori rubati’

Cultura & Società

C’è sempre stata lotta attorno all’arte: omicidi, furti, razzie, episodi di corruzione, di contrabbando, distruzioni e confische hanno contraddistinto la vita di molti capolavori. Dalle statue della classicità, come l’Atleta di Lisippo, ai manufatti come il cratere di Eufronio, alle opere di Piero Della Francesca e Raffaello, Leonardo da Vinci e Michelangelo, Mantegna, Tintoretto e Caravaggio, sino a Rubens, Vermeer, Degas, Monet, Renoir, Klimt, Picasso e Munch, sono molti gli episodi – alcuni celeberrimi, altri poco conosciuti, alcuni risolti, molti altri ancora oggetto di indagini – che legano l’arte all’illegalità, alla criminalità, al mercato nero, alla cupidigia, alla volontà di potenza. Partendo dalla rubrica che tiene al Caffè di RaiUno, Luca Nannipieri illustra nel volume ‘Capolavori rubati’, appena arrivato in libreria per Skira, i crimini più clamorosi legati all’arte, dai semplici furti alle spoliazioni coloniali. Fra i tanti casi affrontati dall’autore quello del ‘Ritratto di signora’ di Gustav Klimt che venne rubato nel 1997 dalla Galleria Ricci Oddi di Piacenza.
“In realtà, la storia dell’arte è, anzitutto, storia di capolavori scomparsicollezioni disperse, opere inaudite di cui – scrive Nannipieri nel volume – si posseggono soltanto copie postume, calchi, riproduzioni fedeli o varianti perché gli originali si sono perduti”. In questo processo, sottolinea l’autore,”il furto, in fondo, è stato forse il gesto criminale più saltuario, più occasionale, in una sequenza assai più fitta di indebite appropriazioni, sciacallaggi, spoliazioni pianificate su vasta scala”. Nannipieri, critico d’arte, cura la rubrica ‘Capolavori rubati’ al Caffè di RaiUno, dopo aver condotto ‘SOS Patrimonio artistico’ sempre nella stessa trasmissione, da cui è stato tratto il libro ‘Bellissima Italia’ pubblicato da Rai Eri. Scrive su settimanali e quotidiani nazionali. Dirige Casa Nannipieri Arte, con cui cura mostre e conferenze d’arte moderna.