Felice per Campobasso ma non ne faccio un trofeo

Politica & Diritti

Luigi Di Maio: Dal vertice di stasera mi aspetto che la Lega ritiri emendamenti su salario minimo e che dica sì a riforma fiscale e taglio privilegi parlamentari”

Luigi Di Maio: “Felice per Campobasso ma non ne faccio un trofeo come hanno fatto altri. Accordo col Pd ai ballottaggi? Stamattina diranno che dove ha vinto il centrodestra il M5S ha votato a destra e dove ha vinto il centrosinistra il M5S ha votato a sinistra. In realtà i cittadini non hanno un marchio a fuoco, decidono loro chi votare. Se manderò un messaggio a Salvini con scritto bacioni da Campobasso? Lasciamo perdere… Al M5S serve una riorganizzazione, siamo un po’ vittima della nostra stessa fissazione, le cose arrivano a me come capo politico e basta.

Vertice con Conte e Salvini? Mi aspetto che la Lega ritiri emendamenti su salario minimo e che dica sì a riforma fiscale e taglio privilegi parlamentari. Sono preoccupato perché le elezioni europee le hanno vinte le forze politiche tradizionali, quelle dell’austerity e quelle che ci hanno lasciato soli sull’immigrazioni. Nelle ultime settimane stanno sbarcando centinaia di persone sulle nostre coste.

L’obiettivo non è solo quello di creare una condizione buona a livello economico, ma anche una condizione di serenità maggiore, per cui non ti senti sempre scavalcato dal furbo di turno. Se oggi stanno scoppiando tante inchieste, anche sulla magistratura, è grazie alla legge anticorruzione. Un po’ alla volta cercheremo di rimettere i furbi al loro posto, cioè tra i disonesti”

Il vicepremier Luigi Di Maio, leader del M5S, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta” condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus .

Sulla vittoria del candidato 5 Stelle a Campobasso. “Sono contento perché Campobasso ha bisogno di rinascere come tante città del sud e del nord –ha affermato Di Maio-. Non ne faccio un trofeo come hanno fatto altri politici questa mattina che si contavano i trofei. Faccio i complimenti a Gravina, ma le città non sono trofei. Faccio i miei migliori auguri a tutti i sindaci italiani che stamattina si sono svegliati sindaci. Tornerò a Campobasso il 23 giugno alla sfilata dei Misteri, come avevo promesso. Accordo col Pd ai ballottaggi? Stamattina diranno che dove ha vinto il centrodestra il M5S ha votato a destra e dove ha vinto il centrosinistra il M5S ha votato a sinistra. In realtà i cittadini non hanno un marchio a fuoco, decidono loro chi votare. Se manderò un messaggio a Salvini con scritto bacioni da Campobasso? Lasciamo perdere…”.

Sul vertice di stasera con Conte e Salvini. “E’ un vertice che andrà bene se rimetteremo in questa stanza i cittadini italiani, soprattutto i giovani –ha dichiarato Di Maio-. Abbiamo passato mesi di tensioni, non lo nego, ma i cittadini italiani sono preoccupati perché aspettano delle risposte. Io mi aspetto un sì sul salario minimo, si parte da 9 euro all’ora in su. Mi aspetto che la Lega ritiri gli emendamenti sul salario minimo. Mi aspetto un sì sul carcere ai grandi evasori e sulla lotta ai privilegi. Ad agosto deve essere completata la riforma sul taglio ai parlamentari: e’ finita per 345 parlamentari che dalla prossima legislatura non ci saranno piu’. L’altro punto è il taglio degli stipendi dei parlamentari che è ancora un po’ indietro. Mi aspetto quindi dei sì per riportare al tavolo gli italiani. Io mi aspetto che stasera non si creino scontri tra Salvini, Di Maio, Conte. Per troppo tempo abbiamo parlato di spread e non di imprenditori che si sono suicidati, 700 dal 2012, tante persone che non riesco a fare piu’ la spesa. Questa e’ l’economia reale contro l’economia finanziaria. E’ importante l’economia finanziaria, ma stiamo dimenticando i valori importanti su cui ogni giorno i cittadini ci chiedono risposte”.

Sul M5S. “Il Movimento non può illudersi che con la vittoria di un singolo comune sia tutto a posto –ha affermato Di Maio-. Dobbiamo migliorare alcune cose. Siamo un po’ vittima della nostra stessa fissazione, le cose arrivano a me come capo politico e basta, serve un’organizzazione. Se veramente vogliamo fare un favore all’Italia dobbiamo dare un’organizzazione al Movimento, in modo che ci siano ruoli, responsabilità e progetti. Bisogna dare una visione politica al Paese. Nei prossimi mesi voglio mettere a posto l’organizzazione con persone che possano rispondere alle esigenze degli italiani”.

Sulla trattativa con l’UE. “Abbiamo realizzato quota 100 e reddito di cittadinanza perché lo avevamo promesso agli italiani –ha dichiarato Di Maio-. Poi abbiamo fatto decreto crescita e sblocca cantieri. A giugno parte il fondo per le innovazioni, un fondo italiano che consentirà alla prossima start up del Lazio di crescere nel Lazio e non a Parigi e Berlino. Sono preoccupato perché le elezioni europee le hanno vinte le forze politiche tradizionali, quelle dell’austerity e quelle che ci hanno lasciato soli sull’immigrazioni. Nelle ultime settimane stanno sbarcando centinaia di persone sulle nostre coste, ancora una volta siamo lasciati soli. Noi dobbiamo avere un commissario europeo nei settori industria, imprenditoria, commercio. Dobbiamo creare un percorso, con il recupero della grande evasione e facendo un po’ di deficit, per rilanciare gli investimenti. Questa è la fase due. Non si tratta di entrare in scontro con l’Europa, ma di fare la cosa giusta”.

Sul futuro del governo. “Se nei prossimi mesi facciamo un buon lavoro sul taglio delle tasse, sul salario minimo, se cominciamo a spingere ancora di più sulla lotta alla corruzione facendo la legge sul conflitto d’interessi, evitiamo che tanti ragazzi che vanno all’estero non perdano la speranza e la fiducia nel proprio Paese –ha affermato Di Maio-. L’obiettivo non è solo quello di creare una condizione buona a livello economico, ma anche una condizione di serenità maggiore, per cui non ti senti sempre scavalcato dal furbo di turno. Se oggi stanno scoppiando tante inchieste, anche sulla magistratura, è grazie alla legge anticorruzione. Un po’ alla volta cercheremo di rimettere i furbi al loro posto, cioè tra i disonesti”.