La Grotta dei Cervi e la preistoria nel Salento

Ambiente & Turismo

Auditorium del Museo Castromediano – LecceElettra Ingravallo, Giorgia Aprile e Ida Tiberi

Con le autrici intervengono Luigi De Luca, Jacopo De Grossi Mazzorin e Fabio Pollice

Il volume traccia la storia del genere Homo attraverso le varie epoche e in particolare le vicende legate alle grotte, del Salento ma non solo.
Per tutta la durata della preistoria le grotte hanno offerto riparo e protezione e sono state considerate il luogo ideale per entrare in contatto col divino e con il mondo “di sotto”.


Fin dal Paleolitico l’uomo le ha utilizzate come abitazione, e anche per allestire cerimonie, praticare riti, seppellirvi i morti, rendendole dunque imprescindibile punto di ritrovo e socializzazione.
In particolare il libro analizza la Grotta dei Cervi (Porto Badisco – Otranto), frequentata a partire dal Paleolitico e fino all’Età messapica e romana, uno dei monumenti d’arte parietale più importanti del Mediterraneo, nota come la Cappella Sistina della preistoria per la ricchezza delle raffigurazioni.
Sede di cerimonie collettive in onore della Grande Madre, vi sono confluite genti da tutto il bacino del Mediterraneo, fino a farne un fondamentale crocevia per stringere patti, scambiarsi doni, incontrare persone di altri luoghi.
Il fascino delle pitture che si snodano lungo le pareti della Grotta dei Cervi racconta di un linguaggio che, nella condivisione di codici espressivi, non conosce barriere territoriali, travalica le singole culture regionali e nel suo essere elusivo e allusivo si fa cerimonia, preghiera, narrazione.