Carenza medici specialisti

Benessere & Medicina

M5S “Stiamo lavorando per rimediare ai disastri della vecchia politica”

“La massiccia carenza di medici specialisti che oggi colpisce le strutture sanitarie italiane è il risultato di un grave errore di programmazione che si fatto negli ultimi anni, ma in questo primo anno il Governo ha già avviato i primi cambiamenti concreti per rimediare ai disastri della vecchia politica”, Lo dichiarano i consiglieri del M5S.

“Il Ministro Grillo – spiegano i pentastellati – ha messo in atto subito azioni per contrastare il problema: innanzitutto, è stato aumentato il numero delle borse nelle scuole di specializzazione quasi del doppio rispetto al governo precedente e duemila in più di medicina generale. Questi risultati saranno visibili al termine del ciclo di studi e quindi tra qualche anno. Si sta intervenendo anche nell’immediato per risolvere l’emergenza nelle strutture sanitarie. Per questo, il Governo sta aiutando le Regioni permettendo loro di superare il tetto di spesa massima, fermo al 2009, oltre il quale non si sarebbe potuti andare per indire concorsi per l’assunzione di personale. Permettere di superare questo tetto massimo consente alle Regioni di assumere secondo necessità e fabbisogno. Abbiamo stabilizzato i precari degli ospedali, che per anni hanno garantito l’erogazione delle cure, migliorando così la vita dei medici e la qualità dei servizi. Non solo, nella legge di Bilancio abbiamo inserito una norma che permette agli specializzandi di poter partecipare ai concorsi già dal quinto anno di specializzazione senza dover aspettare la conclusione della scuole e perdere ulteriore tempo utile agli ospedali, ma anche di cominciare già a lavorare nella struttura dove c’è carenza di personale. Dopo mesi di confronti e ascolti stiamo creando delle soluzioni di sistema che porteranno a un cambiamento strutturale”.“In futuro prevediamo un altro cambiamento strutturale: la riforma della formazione post laurea. per consentire ai medici di avviare un percorso di formazione che consentirebbe loro di entrare subito nel mondo del lavoro. Stiamo lavorando al massimo – concludono – per garantire cure di qualità e tutelare i diritti di chi lavora negli ospedali”.