Antonio Calabretta, un segretario leghista nel profondo sud

Antonio Calabretta, già Sindaco leghista di Biandronno, assume la segreteria della Lega a Mola di Bari e ne triplica il consenso.

Politica & Diritti

Antonio Calabretta, funzionario della Whirlpool in pensione, è stato sindaco leghista di Biandronno, paese, con poco più di tremila abitanti. che si affaccia sul lago di Varese.

Andato in pensione ed essendo sposato una signora di origini molesi, ha deciso insieme alla consorte di trasferirvisi. E’ attualmente segretario politico della sezione molese della Lega. Lui tiene a precisare: “in attesa di eventuale convalida da parte dei dirigenti baresi, onorevole Sasso in primis”. A Mola alle europee la Lega ha totalizzato 1895 voti. Un più che discreto bottino.

Antonio Calabretta a Biandronno è stato consigliere comunale prima, assessore poi, ed ancora vicesindaco e quindi sindaco. Anche se lui si schernisce, in realtà un amministratore leghista di lungo corso.

Mi ha ricordato che nelle ultime amministrative a Mola è stato candidato con una lista civica promossa dall’ex sindaco defenestrato dall’opposizione di centrodestra e da parte della sua stessa maggioranza dopo circa 20 mesi di consigliatura.

Il nostro amico biandronnese si guarda attorno dopo le amministrative e osserva che la Lega nelle elezioni politiche aveva ottenuto 680 voti, “una base minima da cui partire”, s’impegna organizzativamente, triplicando il consenso che alle europee, come ho ricordato, anzi più esattamente mi ha ricordato lui, hanno sfiorato le millenovecento preferenze.

Mi viene spontaneo chiedergli quali le sensazioni ed i problemi per un segretario della Lega nel “profondo sud”.   Riconosce, candidamente, di essersi limitato “a cavalcare l’onda, ma che ora viene il difficile e cioè saper mantenere quel risultato”. Prosegue sottolineando che occorre dare risposte alle istanze della gente, cosa che “stando chiusi negli uffici non si riesce a cogliere”. I cinquestelle, mi ricorda, avevano fatto alle politiche il pieno di voti, anche qui a Mola, ma poi non hanno saputo dare risposte concrete agli elettori. Da qui i loro attuali problemi. In fondo, secondo Calabretta, non c’è grande differenza tra elettori del nord o del sud. Tutti vogliono essere ascoltati, compresi, aiutati.

Insisto, “particolari difficoltà che hai incontrato?”. Mi risponde che pur vivendo ormai da tempo a Mola, rimane un non nativo del luogo, dunque parzialmente estraneo a quella realtà. Conseguentemente, ha avvertito “la necessità di essere affiancato da persone che conoscessero fatti e cose” locali e gli sapessero indicare le vie giuste da percorrere per rispondere alle richieste dei molesi. “In fondo sono loro che fanno la maggior parte del lavoro”.

Modestia, signorilità e capacità di valorizzare il lavoro dei collaboratori non mancano al nostro segretario leghista. Emergono forti e chiare la formazione e le capacità del dirigente di una azienda all’avanguardia, non solo tecnologicamente. Non nasconde le difficoltà che rinvengono dalla vecchia dirigenza della Lega, l’eredità negativa di Bossi “ormai solo un pensionato che fa riabilitazione in Svizzera”.  E’, a suo giudizio, tempo di slogan ad effetto, magari discutibili, ma idonei a suscitare l’attenzione dell’opinione pubblica. Aggiunge: “come diceva qualcuno, che si parli bene o male, purchè se ne parli”.

L’ultima domanda riguarda i suoi rapporti con Giancarlo Giorgetti e se risponda al vero che sarebbe stato lo stesso Sottosegretario a chiedergli di fare il segretario della Lega a Mola. La risposta è precisa. “Giancarlo è stato Sindaco di un paese limitrofo allorchè io ricoprì il medesimo incarico a Biandronno. Il fratello maggiore di Giabcarlo è stato assessore al bilancio del Comune di Biandronno con me Sindaco. La figlia del vice segretario nazionale della lega è stata mia ospite a Mola per le vacanze, ma qui finisce tutto”. Calabretta nega categoricamente una relazione tra Giorgetti ed il suo incarico “tant’è che la mia nomina è in attesa di ratifica da Bari”.

Si son fatte le 19,30 ed Antonio Calabretta va a casa a cenare. Segretario leghista al sud d’accordo, ma l’orario di cena rimane quello di Biandronno. Si è spostato al massimo di mezz’ora.

Gianvito Pugliese