Vertenza Italiana Petroli: gestori carburanti in sciopero

Cronaca

Ora in presidio sotto il Mise. Faib, Fegica e Figisc: chiesta immediata attivazione della procedura di mediazione delle vertenze Oggi 5 giugno sciopero nazionale dei gestori di Italiana Petroli e chiusura degli impianti a marchio Ip e TotalErg. I gestori ed i rappresentanti di categoria di Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc Confcommercio sono attualmente in presidio sotto al Mise in via Molise per sostenere la vertenza verso Italiana Petroli che con tattica dilatoria, finalizzata a guadagnare tempo, rifiuta di rinnovare gli Accordi collettivi da tempo scaduti (dal 30.6.2018 per i Gestori a marchio IP e dal 31.12.2016 per quelli ex TotalErg di rete ordinaria; dal 31.12.2005 per i Gestori di rete autostradale) e di aggiornare le condizioni economiche e normative che regolano il rapporto con le singole gestioni, riproponendo condizioni inaccettabili per la sostenibilità delle gestioni. Faib, Fegica e Figisc denunciano anche le ripetute violazioni degli Accordi collettivi vigenti e l’assai diffusa imposizione di prezzi di vendita dei carburanti iniqui, discriminatori, penalizzanti e anti-competitivi oltre la pratica indecente di un differenziale self servito fuori da qualsiasi ragionevolezza. “I gestori di Italiana Petroli sono in uno stato generale di profonda sofferenza”, notano i sindacati, con effetti più invasivi e drammatici per le piccole imprese di gestione e i loro dipendenti dovendo farsi carico di garantire il servizio al pubblico. Il presidio sotto al Mise è per dare forza alla lotta dei gestori che protestano anche per una politica aziendale tendente a imbrigliare le piccole imprese di gestione con modalità di controllo totale delle attività di vendita arrivando ad invadere la stessa libertà imprenditoriale attraverso perversi ed incomprensibili meccanismi di anticipazioni e conguagli che hanno come unico obiettivo il controllo assoluto di una libera attività in violazione della normativa nazionale ed europea”. “La compagnia finge di voler contrattare ma in sostanza viola l’obbligo della contrattazione collettiva prevista per legge. La finzione assume toni spudorati a fronte di un atteggiamento negoziale dei sindacati dei gestori prudente e responsabile. La manifestazione sotto al Mise è a sostegno della richiesta – già consegnata al Ministero dello Sviluppo Economico – di immediata attivazione della procedura di mediazione delle vertenze collettive nei confronti di Italiana petroli S.p.A., ai sensi e per gli effetti dell’articolo 1, comma 6, del D. L.vo 32/1998, come modificato dalla Legge 57/2001 e dalla Legge 27/2012”.