Decreto crescita: 12 miliardi di debiti di Roma passano allo Stato

Politica & Diritti

Il decreto crescita trasferisce allo Stato il debito accumulato dal Comune di Roma: 12 miliardi di euro

Il decreto crescita rinvia la questione sul rimborso ai truffati dalle banche, prova a spingere il made in Italy e accolla il debito del comune di Roma, circa 12 miliardi di euro, allo Stato.

Roma Capitale e Governo hanno infatti trovato l’intesa per evitare la crisi di liquidità che entro il 2022 avrebbe soffocato la città. Entro il 2021 verrà chiusa la ‘bad company’ che ha in carico i 12 miliardi di euro di debito storico di Roma: lo Stato se ne accollerà la gran parte, riducendo contestualmente il suo contributo di 300 milioni l’anno destinato al commissario, a cui si aggiungono i 200 stanziati dalla città. In questo modo i conti di Roma vengono messi in sicurezza sino al 2048 e ai romani viene prospettata una possibile riduzione dell’addizionale Irpef, che oggi è la più alta d’Italia (0,9%).

Già nel 2009 con la legge di “Roma Capitale” il debito di Roma era stato rapportato a una bad bank e coperto per tre quinti da tutti gli italiani e per due quinti dai romani. Ora arriva il “decreto crescita” che trasferisce allo Stato il debito accumulato dal Comune di Roma: 12 miliardi di euro. I cittadini romani pagheranno di meno e si ritroveranno liberi dai debiti a spese del resto degli italiani.