La Guardia di Finanza blocca una barca turca con droga

Politica & Diritti

La Guardia di Finanza blocca una barca a vela turca al largo della Sicilia che trasporta droga 

Nuova operazione eseguita dalla Gdf presso le coste siciliane, sequestrata imbarcazione proveniente dalla Turchia con a bordo 5,4 tonnellate di hashish

di Monica Montanaro

La Sicilia terra al centro del Mediterraneo, sempre più spesso scelta come meta d’ingresso per i trafficanti di droga che provenienti dalle nazioni estere vogliono solcare le rotte europee. Gli espedienti e gli escamotage atti a dissimulare ed occultare le ragioni reali del loro viaggio in mare sono molteplici, i trafficanti si adoperano per apparire insospettabili ed immacolati rispetto ad uno sguardo esterno e ad eventuali controlli. L’episodio avvenuto ieri al largo delle coste della Sicilia rappresenta proprio tale prassi elusoria, i trafficanti internazionali di droga fingevano di essere dei turisti amanti del mare e del sole dell’Italia. Le persone a bordo dell’imbarcazione, una barca a vela battente bandiera turca, sono originarie della Turchia, le quali nella mattinata di ieri transitavano nelle acque prospicienti le coste della Sicilia.

Gli uomini della Guardia di Finanza, a seguito di una segnalazione interforze, ha intrapreso un’operazione eseguita nell’area marittima dove navigava la piccola imbarcazione. Pertanto, la Gdf ha bloccato i tre turchi a 96 miglia dall’isola di Marettimo, immanente all’arcipelago delle Egadi, presso il territorio di Trapani, reperendo a bordo della barca un carico di 5,4 tonnellate di droga del tipo hashish, che avrebbe fruttato una volta immesso nel circuito della vendita allo spaccio un ritorno di 50 milioni di euro. La stessa Gdf  ha provveduto a porre il carico di droga sotto sequestro, e condotto in stato di arresto i tre trafficanti stranieri.

La barca a vela Solen 1, un monoalbero lungo 12 metri, è stato individuato da un velivolo Atr 42 in possesso della Gdf decollato da Pratica di Mare, mentre navigava al largo di Marettimo. L’operazione antidroga è potuta scattare grazie al lavoro di coordinazione delle varie intelligence europee, difatti, la segnalazione riguardo l’imbarcazione sospetta vicino alle coste siciliane, è giunta dalle autorità antidroga francesi che hanno allertato quelle italiane. Il blitz è stato diretto dagli investigatori del nucleo di polizia economico finanziaria di Palermo, coadiuvati dal Gruppo Aeronavale di Messina, lo Scico e la Direzione centrale per i servizi antidroga, i quali  sono intervenuti in mare a bordo di due mezzi veloci, i vari nuclei operativi sono coordinati dalla Procura di Palermo. Le forze investigative, una volta raggiunta l’imbarcazione sospetta, hanno riscontrato che a bordo trasportavano della sostanza stupefacente illegale di tipo haschish, un’ingente carico precauzionalmente imballato in 187 colli di iuta indicanti differenti tipologie di loghi sovrimpressi, che hanno lasciato dedurre una provenienza varia. Gli inquirenti hanno ricostruito la rotta della barca a vela turca, presumendo che sia partita dal golfo di Oran in Maghreb, diretta verso le coste della Sicilia, attualmente è posta sotto sequestro e ormeggiata nel porto di Palermo.

Il colonnello Cosmo Virgilio, comandante del nucleo di polizia economico finanziaria di Palermo, ha rilasciato le sue dichiarazioni in merito alla dinamica dell’operazione antidroga condotta presso le coste siciliane: “Il Mar Mediterraneo si conferma essere uno dei bacini mondiali maggiormente interessati dai traffici illeciti. In questo scenario, la Guardia di Finanza svolge il suo ruolo esclusivo di polizia del mare”.

Negli ultimi mesi la Guardia di Finanza ha già effettuato, a seguito delle sue importanti operazioni in mare, il sequestro di sei imbarcazioni adibite a corrieri di carichi di droga, transitanti nell’area marittima delle coste siciliane.