Gaetano Quagliariello  candidato al Comune di Bari

Elezioni

Senatore, il suo legame con Bari si rafforza con la sua decisione di candidarsi?

Si. Mi sono messo in gioco personalmente, alla guida della lista di “IDEA per Bari” per le elezioni comunali, non solo perché Bari è la città dove sono cresciuto, dove ho studiato, dove vive la mia famiglia d’origine, ma anche e soprattutto per contribuire a una nuova stagione di cui la città, la Puglia e il Mezzogiorno hanno un disperato bisogno.

Lei che  ha maturato esperienze ad alto livello, dal suo osservatorio “privilegiato” come giudica l’attuale momento che sta vivendo la nostra terra?

Oggi il Sud vive un evidente gap di sviluppo e un deficit in termini di qualità della classe dirigente in ambito politico. La Puglia e Bari non fanno eccezione: al contrario, da locomotiva del Mezzogiorno quale era, questa terra è diventata il paradigma di una situazione di preoccupante immobilismo.

E anche Bari, che nella sua storia è sempre stata la ‘città del fare’, che in passato ha saputo coniugare cultura e produttività, tradizione e inventiva, oggi è una città ferma, priva di visione, come se fosse in qualche modo scollegata dai grandi cambiamenti del nostro tempo.

E dunque, mentre il circolo vizioso che lega la politica e i potentati soffoca l’intrapresa, il sano contributo dei privati allo sviluppo della città è visto con fastidio e quasi con sospetto. E’ così che Bari ha mancato l’appuntamento con una modernizzazione che potesse dare nuovo slancio alla propria tradizione.

Per meglio comprendere il suo pensiero può fare qualche esempio?

La mancanza di visione ha determinato l’incapacità di riappropriarsi del proprio mare per renderlo non un’entità separata ma un elemento pienamente partecipe rispetto alla vita della città. Per non parlare del pasticcio di Punta Perotti, che potrebbe essere assurto come monumento all’insipienza di una classe politica. Penso, inoltre, al disagio delle periferie: non a caso la sinistra è ormai totalmente aliena rispetto a quelle fasce più deboli che un tempo erano state la sua ragion d’essere. Una nuova visione di città non può prescindere da un audace piano di urbanistica sociale per le aree più decentrate. Al fondo, credo che ci sia una profonda emergenza culturale. Bari è stata a lungo un instancabile laboratorio in continuo fermento, coniugando cultura e mercato, radici e futuro. Oggi tutto sembra immobile, ma noi sappiamo che c’è una Bari che non si rassegna al declino.

Dopo la scelta di capeggiare la lista di ‘IDEA per Bari’ cosa vorrebbe realizzare dallo scranno del Consiglio Comunale?

La nostra ambizione è quella di poter essere attori in un processo che riporti la città nel solco della sua tradizione, riqualificando la nostra parte politica, dando voce alla sua anima riformatrice, scuotendo e recuperando alla voglia di partecipare quelle energie che sembrano assopite da anni, e che aspettano solo di essere risvegliate.

cv gaetano quagliariello