Alfonso Pisicchio candidato al Parlamento Europeo con +Europa

Elezioni

Assessore Alfonso Pisicchio, dalla Puglia un salto verso l’Europa. Perché ha deciso di candidarsi?

“Per un motivo semplicissimo: voglio dimostrare che c’è ancora un Sud che ha qualcosa da dire. Un Sud che ha una sua narrazione culturale, sociale ed economica. Credo che il voto del 26 maggio sia una grande occasione per dimostrare all’Europa di non essere una zavorra. Anche se le recenti indagini di Eurostat ci dicono purtroppo che proprio qui in Italia ci sono le regioni con il più alto indice di disoccupazione, con una media di circa il 13,8 per cento. Dati che aumentano tra i giovani. Ecco, un’Europa più unita deve proprio rivolgersi ai giovani, creare opportunità di lavoro per le future generazioni”.

Lei ha deciso di candidarsi con +Europa e con la leader Emma Bonino. Un bel cavallo di razza della politica…

“Sì. +Europa ha in sé un programma liberale, riformista, inclusivo e solidale. Un programma che guarda ai temi dell’ambiente, alle rinnovabili, ai diritti delle persone. Non vogliamo l’Europa dei fili spinati e dei muri, ma vogliamo l’Europa dei ponti e delle relazioni. Ed Emma Bonino, una vera leonessa dei diritti civili, incarna perfettamente lo spirito di questo nuovo soggetto politico che non si riconosce nei nazionalismi e negli estremismi. Noi ci siamo per dimostrare che l’Europa non è un carrozzone, né un gigante cattivo, come invece viene spesso sostengono altri partiti”.

Cosa vuole portare della nostra Puglia in Europa?

“La forza di non arrendersi, il suo ingegno, la sua laboriosità, il suo modello di accoglienza. Siamo una regione straordinaria e non lo diciamo soltanto noi per autocelebrarci. Ce lo dicono in tutto il Mondo, su tutte le riviste e le ricerche internazionali. Qui in Puglia dimostriamo ogni giorno, con fatti concreti, che accogliere, integrare, tendere la mano allo straniero in difficoltà, è possibile. Siamo una terra aperta, inclusiva, che non lascia indietro nessuno. E poi, me lo lasci dire: voglio portare la bellezza della Puglia”.

Ecco, appunto la bellezza. Lei in Regione sta portando avanti una proposta di legge proprio su questo tema. È possibile immaginare una bellezza europea?

“Credo proprio di sì. La nostra è una bozza di legge che mette al centro i bisogni reali della persona, che alza la qualità della vita di ciascuno, debellando bruttezza, degrado e abbandono. Attraverso un approccio di stampo certamente urbanistico ma dal volto più sociale. Credo che una simile norma possa essere replicata non solo in ogni parte d’Italia, non a caso ci stanno arrivando diverse richieste da altre Regioni, ma anche d’Europa. Ci siamo mai chiesti quante bruttezze abbiamo in Europa, quante città e quanti quartieri dimenticati? Credo proprio di no”.

Se fosse eletto quale sarebbe la sua prima azione da europarlamentare?

“Contattare i giovani per far conoscere l’Europa. Perché non è vero che i  ragazzi d’oggi sono così apatici e indifferenti. Hanno qualcosa da dire come dimostra il movimento spontaneo Fridays for Future”.