Lettera aperta a Giorgetti

Una lettera aperta all’on.le Giancarlo Giorgetti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio del Governo Conte e vicesegretario federale della Lega

Politica & Diritti

Gentilissimo onorevole Giorgetti, è un piacere scrivere questa lettera aperta a Lei e Le spiego subito il perchè. E’ abbastanza raro, attualmente, quando ci si rivolge ad un politico, sapere che costui non avrà difficoltà a comprendere, trattandosi di persona intelligente e preparata. Nonostante io faccia prevalentemente il mestiere di giornalista da parecchi lustri, forse più di quanti mi piaccia ricordare, mi ha meravigliato la sua recente affermazione, enfatizzata dal Giornale e dal Quotidiano Libero che provo a riassumere partendo dai titoli delle due testate. Il Giornale titolava Il sospetto di Giorgetti: “Quando la Lega va bene arrivano sempre cose strane…” ed il Quotidiano Libero Giancarlo Giorgetti e la manina che vuole affossare la Lega: “Accadono cose strane”. I due titoli già sono riassuntivi del contenuto ma è bene riassumerlo con maggiore precisione a beneficio dei nostri lettori. Ella avanza un’ipotesi di complotto da parte di una magistratura ad orologeria, dirà l’articolista di una dei due giornali citati, per fermare l’ascesa vertiginosa dei consensi alla Lega. Si sarebbe partiti dai casi Siri e Fontana per affossare quel consenso e si sarebbe rincarata la dose, da parte di sodali degli autori del complotto, evidenziando l’insorgenza di rigurgiti neo fascisti in Italia, ed i collegamenti tra Salvini e la casa editrice Altaforte, vicina a CasaPound. Non c’è dubbio che la tesi sia affascinante e che, in un momento non proprio felice per la Lega, mentre sembra essersi interrotto quel filing con gli elettori , un bocconiano, quale Ella è, illustre onorevole, non provi ad inventarsi cose banali per tamponarne l’effetto negativo sull’opinione pubblica. C’è però, soprattutto sulla seconda parte del suo ragionamento qualcosa che sembra esserLe sfuggita, e cioè l‘inchiesta de The Guardian sui pericolosi rigurgiti fascisti in Italia. Malignamente, lo riconosco, sono più propenso a credere che Ella sapesse bene dell’inchiesta del Guardian sulle recludescenze di fenomeni di estrema destra in Italia, ma che abbia contato sul fatto che pochi connazionali ne fossero a loro volta a conoscenza, e dunque di poterli, come dire, “male informare”. Mi creda non ho trovato modo più garbato per definire questa Sua ultima dichiarazione in difesa del suo leader, Matteo Salvini, di cui Ella è il vice nel partito. A tale ultimo proposito, mi permetta un consiglio: Matteo Salvini, si sa ogni giorno s’inventa un nemico da combattere; è convinto di piacere così, se no non amerebbe il soprannome di capitano di cui va orgogliosissino, sembra. Mi corregga se sbaglio. La storiella che Fabio Fazio dovrebbe dimezzarsi lo stipendio perchè grava, essendo un compenso Rai sulle tasche degli Italiani, non se la beve nessuno. Sappiamo tutti che Fabio Fazio è uno dei pochi che alla Rai non costa, ma rende. Le sue puntate fanno incassare di pubblicità alla Rai molto più di quanto costino chiavi in mano (cioè tutto compreso: ed è un caso più unico che raro). Che poi Fazio stia sui maroni (trattandosi di lega è il termine adatto, non trova?) a Salvini, questo ci può pure stare. Se proprio vuol fare una guerra agli stipendi sproporzionati, peraltro sacrosanta a fronte di pensioni da fame e giovani laureati disoccupati in massa, perchè non si occupa dei calciatori e allenatori di calcio? I loro costi si riflettono sui compensi chiesti alla Rai per le riprese. Gravano dunque, indirettamente certo, ma sempre sui contribuenti italiani. O mi sbaglio? Ma forse tra le tifoserie delle varie curve nord, spesso parecchio violente, ci sono troppi vostri simpatizzamti per alienarsele chiedendo conto di certi sprechi. O non è così? Capisco che non Le sarò risultato simpatico e che avrebbe preferito non leggermi, e soprattutto che nessuno mi leggesse, ma sto facendo onestamente solo il mio mestiere: che è quello di informare correttamente i lettori. E’ una definizione anglosassone che i giornalisti debbano essere i cani da guardia della democrazia. Francamente sono pochi i Colleghi così, abbondano invece i cagnolini da salotto. Gianvito Pugliese