Julian Assange, riaperta l’inchiesta per stupro

Cronaca

Il fondatore di WikiLeaks è nuovamente nel mirino della giustizia: i magistrati della Svezia hanno riaperto l’inchiesta per stupro archiviata nel 2017

Julian Assange è stato arrestato il mese scorso a Londra, dove attualmente è detenuto, con l’accusa di violenza sessuale avvenuta nel 2010. Ora l’uomo torna ad essere nuovamente indagato in Svezia, l’autorità competente svedese ha preso in considerazione la richiesta di apertura del caso presentata da una delle presunte vittime di abusi.

Nel 2010 le attiviste svedesi Miss A e Miss W hanno denunciato separatamente Julian Assange per averle costrette ad avere rapporti sessuali non protetti. L’uomo si è difeso dichiarando la consensualità al rapporto da parte delle due donne. Secondo Assange le attiviste avrebbero agito per motivi politici.

Il reato di presunta violenza sessuale su Miss A non può essere più perseguibile mentre per il caso di Miss W i magistrati hanno tempo fino ad agosto 2020 prima che cada in prescrizione.

Julian Assange è stato condannato dal Tribunale di Londra lo scorso 1 maggio a 50 settimane per aver violato le condizioni della libertà su cauzione. Nel 2012 l’attivista australiano durante il processo per le accuse di stupro si è rifugiato nell’ambasciata dell’Ecuador presente a Londra, per sfuggire al processo e a una possibile estradizione. Ora la nuova inchiesta pone proprio il problema dell’eventuale estradizione, quale deve avere la precedenza? L’estradizione richiesta dagli Stati Uniti, dove Julian Assange è accusato di presunta pirateria informatica ai danni del Governo, o quella della Svezia per stupro?

Francesca Moretti