Forum sulla medicina rigenerativa presso l’istituto superiore di sanita’

Politica & Diritti

Intervista al Dott. Marco TATULLO, Relatore alla 6° edizione del “F.O.R.M. – Forum sulla Medicina Rigenerativa” organizzato dal Centro Nazionale delle Tecnologie Innovative in Sanità Pubblica (TISP)

Il 9 e 10 Maggio 2019 si è svolto il 6º Congresso Nazionale sulla Medicina Rigenerativa, nell’ambito del FORMForum On Regenerative Methods (Forum sulle metodiche di rigenerazione tissutale), un appuntamento molto atteso tra gli scienziati che si occupano di Medicina Rigenerativa, tenutosi presso la prestigiosa sede dell’Istituto Superiore di Sanità a Roma.

Il congresso è stato organizzato dalla Prof.ssa Rossella Bedini, responsabile del Centro Nazionale Tecnologie Innovative in Sanità Pubblica (TISP) ed esperta nel campo dei biomateriali e della rigenerazione tissutale. Le relazioni svolte sono state tutte finalizzate alla divulgazione, sviluppo e promozione di programmi di ricerca e dei loro principali risultati nell’ambito dell’utilizzo di materiali e delle metodiche utilizzate in medicina rigenerativa e delle loro applicazioni cliniche.

Particolarmente interessanti e ricche di spunti innovativi sono state le ricerche esposte dal dott. Marco Tatullo, direttore scientifico di Tecnologica Research Institute, il centro di ricerca del Gruppo Marrelli, nonché Professore di “Medicina Rigenerativa” presso la Facoltà di Medicina della prestigiosa “Sechenov University” di Mosca, in Russia.

In questa breve intervista, il Dott. Tatullo ha rilasciato un parere autorevole sulle tematiche trattate in un evento così significativo per la medicina rigenerativa.

Dott. Tatullo, lei è stato tra i Relatori del Forum sulla Medicina Rigenerativa: quali sono gli ultimi sviluppi di questo campo così complesso ed affascinante?

La Medicina Rigenerativa è una scienza che nasce pochi decenni fa, insieme ai concetti di “cellula staminale” e di “riparazione tissutale”. Questa branca della Medicina è estremamente impattante sulla salute umana, e rappresenta certamente il più promettente approccio terapeutico alle patologie traumatiche, infiammatorie e cronico-degenerative, che attualmente sono spesso curate con modelli farmacologici sperimentali o purtroppo sono ancora prive di cura. Le nuove frontiere della medicina rigenerativa si pongono una domanda molto semplice e drammaticamente complessa: come possiamo ripristinare la anatomia e la funzione di quei tessuti o quegli organi che sono stati perduti o che sono stati danneggiati irreparabilmente? Questa domanda, in realtà, non ha una sola risposta, ma moltissime risposte, e ciascuna di queste risposte stimola delle problematiche di natura biologica, etica, sanitaria e sociologica. La ricerca scientifica, oggi, punta a rendere tali risposte più semplici ed univoche, oltre che “safe”, quindi prive di rischi, sia per gli operatori medici che eseguono tali terapie, sia per i pazienti che le subiscono.

Dott. Tatullo, ci vuol dire su quali argomenti si è svolta la sua relazione?

Questo è il 3° anno che partecipo al FORM e devo ammettere che non sempre è semplice portare in questa platea delle novità degne del parterre tanto qualificato. Tuttavia, ritengo che la relazione portata quest’anno sia particolarmente interessante, perché riporta dei concetti che gli anglosassoni definirebbero “inspiring”, ovvero, capaci di creare suggestioni ed impatto in chi li ascolta.

Il titolo della relazione già contiene le “keywords” che ne caratterizzano i contenuti: “L’ingegneria tissutale scaffold-free: dalle human-Periapical Cyst-Mesenchymal Stem Cells al “Nanobioma”. Ho voluto riproporre una mia narrativa ridondante sulle cellule staminali da cisti infiammatorie periapicali: queste cellule, le “human Periapical-Cyst-Mesenchymal Stem Cells – hPCy-MSCs” sono state scoperte presso il laboratorio di ricerca di Tecnologica Research Institute, da me diretto, e devo dire con grande orgoglio che sono delle vere e proprie protagoniste della rigenerazione tissutale, poiché si comportano in modo sorprendente sia nella rigenerazione del tessuto osseo, sia in quella del tessuto nervoso, con molti risvolti importanti sulla terapia di patologie neurodegenerative come il Parkinson’s Disease.

Inoltre, ho avuto un particolare interesse a veicolare il concetto di NANOBIOMA, ovvero il pabulum composto da micro- e nano-vescicole derivanti dalla attività paracrina delle cellule staminali, che mostrano peculiari capacità di “agire” anche a distanza con i tessuti e con le altre cellule definiti “bersaglio”. Tutto questo ritengo possa rappresentare un topic di sicuro interesse nel campo della ricerca traslazionale per i prossimi 5 anni. 

Vogliamo concludere con un messaggio positivo sulla ricerca scientifica in Italia: cosa possiamo dire ai giovani ricercatori che iniziano il loro percorso oggi?

Certamente, oggi siamo in un’epoca di profondi mutamenti sia nel modo in cui si fa scienza, sia nel modo in cui essa viene considerata dalla popolazione generale e dalle Istituzioni: il mio pensiero è che oggi più che mai convenga investire sulla ricerca scientifica, sia da parte dei giovani ricercatori, sia da parte delle Istituzioni, sia da parte degli imprenditori che vogliono veder crescere i propri asset ed il proprio know-how interno. Oggi siamo, gioco forza, in un mondo globalizzato, dove non è pensabile che ci si possa chiudere nel proprio limitato territorio o nel proprio selettivo ambito di interesse, senza aprirsi al confronto ed alla interazione con i propri competitors e con gli stakeholders internazionali. Il sistema-Paese deve tutelare se stesso con una politica che punti a valorizzare i giovani e la ricerca, non per un mero e fatuo “spot elettorale”, ma per una reale prospettiva macro-economica che, nel campo della ricerca biomedica, si declina anche ed ancora di più in una prospettiva socio-sanitaria, con enorme impatto sulla sostenibilità del sistema sanitario nazionale.

Anche l’imprenditoria gioca un ruolo strategico nel creare humus alla ricerca industriale ed applicata: io ho avuto il privilegio di conoscere ed essere “scelto” dal dott. Massimo Marrelli, imprenditore illuminato ed antesignano, che ha purtroppo perso la vita nell’Ottobre del 2018: con lui ho condiviso molti percorsi, tutti finalizzati alla continua crescita, personale ed aziendale, e come lui so bene che sono in tanti in Italia a puntare su ricerca ed innovazione, ma siamo ancora troppo pochi. Auspico, pertanto, che l’Italia torni a valorizzare i giovani ricercatori in modo convinto, perché il futuro è già domani, ed i ricercatori italiani devono poter vivere serenamente e creare il loro presente qui in Italia, oggi stesso.

Nella foto: Il prof. Marco Tatullo e la prof. Rossella Bedini dell’Istituto Superiore di Sanità.

la redazione