Venezuela, ancora scontri. vescovo denuncia, ‘irruzione militari in chiesa’

Cronaca

Una donna di 27 anni e’ stata uccisa da colpi d’arma da fuoco ieri sera negli scontri in Venezuela. Sale cosi’ a due il numero dei morti degli scontri tra oppositori e forze fedeli al presidente Nicolas Maduro cominciati martedi’. Moavero: l’Italia contro l’opzione militare, servono nuove elezioni. Irruzione nella chiesa di Nostra Signora De Fatima, nel quartiere Sucre, a San Cristobal, durante la messa da parte di una quarantina di militari della Guardia Nazionale, che hanno anche lanciato lacrimogeni tra i fedeli. La denuncia arriva da Mons. Mario del Valle Moronta, vescovo della diocesi di San Cristobal in Venezuela, secondo quanto riporta l’agenzia Fides.

In Venezuela, la Guardia Nacional Bolivariana, la gendarmeria chavista, ha fatto irruzione in una chiesa in piena messa, ha lanciato gas lacrimogeni e ha usato termini “nient’affatto rispettosi” nei confronti del sacerdote. E’ accaduto nella serata del Primo Maggio, nella diocesi di San Cristobal. Lo ha denunciato monsignor Mario Moronta, vescovo di Cristobal: “Un’orda delle Guardias Nacionales Bolivarianos ha attaccato la chiesa di Nostra Signora di Fatima nel Barrio Sucre di San Cristobal”. “L’Eucaristia stava finendo – ha precisato il vescovo – quando due membri della Guardia Nazionale sono entrati in moto all’interno del tempio. Il parroco e’ sceso dall’altare per fermarli. Durante il tentativo di dialogo e’ arrivata un’orda di 40 militari che ha cercato di entrare nella chiesa piena di fedeli. Il parroco, don Jairo Clavijo, fermo nella sua decisione di non far entrare nessuno, ha visto arrivare un generale di nome Ochoa che ha iniziato a discutere e ad accusarlo, usando parole offensive. Non contenti, i membri del gruppo della Guardia Nazionale hanno lanciato delle bombe lacrimogene all’interno del tempio, provocando l’immediata fuga dal luogo sacro, dove c’era un buon numero di fedeli, tra cui molti anziani. Nell’azione concitata una religiosa e’ svenuta”.

Notizie di incidenti rimbalzano dai diversi media impegnati a dare copertura delle manifestazioni, al momento senza fornire un bilancio preciso. “L’operazione liberta’”, l’iniziativa lanciata da Juan Guaido’ per far cadere il governo venezuelano di Nicolas Maduro, riparte dalla lotta sindacale. I lavoratori sono chiamati a organizzare scioperi a scaglioni fino a bloccare tutte le attivita’ nel paese. L’autoproclamato presidente ad interim ha quindi assicurato che nei prossimi giorni si procedera’ alla liberazione di altri “detenuti politici” cosi’ come fatto nella serata di lunedi’ con il noto anti-chavista Leopoldo Lopez, ora riparato nell’ambasciata spagnola a Caracas.

La Casa Bianca tiene alta l’attenzione sul paese. Il segretario di stato ad interim alla Difesa, Patrick Shanahan, ha cancellato il viaggio che aveva programmato in Europa per assistere alla cerimonia di insediamento del nuovo comandante supremo della nato, Tod Wolters. Il consigliere per la sicurezza, John Bolton, e’ tornato a ricordare che per la soluzione della crisi “tutte le opzioni sono sul tavolo”. Piu’ esplicito il segretario di stato Mike Pompeo, secondo cui un “intervento militare e’ possibile. Se sara’ necessario e’ cio’ che gli Stati Uniti faranno”. Anche se, ha aggiunto, l’amministrazione Trump “preferisce una transizione pacifica”.