Amore è libertà

Cultura & Società

“Quando l’amore fluisce nella libertà c’è bellezza. Quando fluisce nella dipendenza c’è bruttezza. Ricorda, la libertà è un valore più alto dell’amore. Quindi se l’amore distrugge la libertà, non ha alcun valore.” (Osho)

La libertà è il pilastro di una relazione matura, qualunque essa sia. Libertà intesa come saper riconoscere e rispettare la propria individualità e allo stesso tempo saper riconoscere e rispettare l’altrui individualità. Amare non è mai fondere l’altro in se stesso, nelle proprie convinzioni o nei propri ideali. Si parla, ci si comprende, ci si avvicina o ci si allontana, purché si rimanga sempre se stessi.
E’ complicato fare ciò, prima di tutto perché spesso ci perdiamo, non sappiamo più chi siamo.
E’ necessario allora fermarsi e riflettere sul nostro modo di vivere, sulle emozioni che nascono dalle relazioni con gli altri. Chi ci fa arrabbiare, per esempio, ci domina. Accade ciò perché quella determinata persona è in grado di toccare tasti della nostra anima facilmente influenzabili o deboli. Bisogna approfittarne per lavorare su se stessi, perché la rabbia è un’occasione importante per riuscire a conoscerci meglio.
Tutto ciò che accade nelle nostre vite deve essere un presto per riflettere, per comprenderci e quindi migliorarci. Lamentarsi, cercare sempre un colpevole esterno a noi ed essere sempre pessimisti sono atteggiamenti che non portano a nulla, ci consumano e nel tempo ci danneggiano fisicamente e mentalmente.
Conosciamoci a fondo, chiediamoci perché abbiamo reagito così in quella determinata circostanza, perché quella persona ci suscita quelle emozioni, spogliamoci delle difese che mettiamo in atto con l’intento di proteggerci e che invece nascondono il nostro vero Io.
Solo capendo chi siamo possiamo vivere in modo armonico con gli altri. Le relazioni si trasformano così in relazioni d’amore e di affetto autentiche, mature, costruttive e sane. Non esiste dipendenza, fusione, necessità, bisogno; queste sono tutte caratteristiche primitive, necessarie al neonato per sbocciare in un secondo momento ma assolutamente deleterie per l’adulto.
Chiedetevi cosa vi lega ad una persona e se la risposta è dipendenza, fusione, necessità o bisogno allora dovete cambiare direzione di vita: potete farlo rimanendo accanto a quella persona e rivoluzionare pensieri, atteggiamenti ed emozioni alla ricerca del vostro vero Io (situazione complicata da gestire ma fattibile) oppure allontanatevi, raccoglietevi in voi stessi, trovatevi.
Ritrovate voi stessi e scoprirete che deciderete di trascorrere del tempo con una persona non perché senza di lei non riuscite a vivere, non perché senza di lei la situazione è troppo complicata da gestire, non perché insieme potete avere una sicurezza economica e via dicendo ma semplicemente e meravigliosamente perché la vostra individualità che si incontra con la sua individualità crea momenti stupendi di arricchimento da entrambe le parti.
Per imparare l’arte di vivere, bisogna innanzitutto cominciare ad ascoltare il proprio corpo. In un secondo momento, bisogna concentrarsi sulla testa, le idee e i desideri. Soppesare pensieri positivi e negativi. Poi dobbiamo imparare ad analizzare i nostri sentimenti. Per capire se ci fanno crescere. E riflettere prima di parlare, per poi non doversi pentire. Il terzo passo è saper scegliere la propria strada ed essere pronti a lasciarla se non è quella giusta. Per capirlo, bisogna imparare dalla vita, fare più esperienze possibili. Solo conoscendo a fondo la vita, scopriremo il nostro destino. Prima il sapere, poi l’azione. Gli essere umani vivono costantemente in bilico tra i propri desideri e le aspettative degli altri. Stare bene significa essere disposti ad adattarsi all’ambiente e imparare a modificarlo in base alle circostanze. Questo implica capacità di saper cambiare idea, abitudini, stile di vita. Se saremo in grado di ascoltarci attentamente, quindi analizzarci per fare scelte giuste e adattarci agli scossoni inevitabili dell’agire, avremo imparato l’arte più bella: vivere.

Evelyn Zappimbulso