Incendio domato

Cronaca

Il cuore di Parigi andato in fumo. Il giorno dopo il devastante incendio che ha distrutto la guglia e parte del tetto di Notre Dame, la città si risveglia con il suo monumento simbolo “salvo nella globalità” della struttura, ma irrimediabilmente sfregiato. Immagini terribili, che hanno fatto il giro del mondo e che raccontano di come sia bruciata insieme alla cattedrale – per dirla con Macron – anche “una parte di noi”.

Se il presidente francese ha promesso la ricostruzione, stamane la regione dell’Île-de-France ha già annunciato lo stanziamento di 10 milioni di euro in aiuti di emergenza per Notre Dame. Questo primo stanziamento ha lo scopo di “aiutare l’arcidiocesi a fare i primi lavori”, ha spiegato Valerie Pécresse. “Questa ricostruzione, che ovviamente costerà molto, mobiliterà l’intero Paese, i migliori architetti, i migliori artigiani in Francia, forse il mondo; ce la faremo”, ha detto ancora a Radio Classique.

La struttura principale, spiega intanto il ministro della Cultura del governo di Parigi, Franck Riester, intervenendo su France Inter “è salva ma resta una grossa instabilitàla situazione è ancora precaria. La notte scorsa – ha detto -, i due terzi del tetto sono bruciati, la guglia è crollata aprendo un buco nella volta, una parte del transetto è crollata”. Il ministro esprime cautela, dice di voler essere ‘prudente’ anche se si dice ‘ottimista’. “Le due torri e le opere sono state messe al sicuro, in particolare il tesoro, grazie al coraggio dei vigili del fuoco di Parigi. La Corona di Spine, la tunica di San Luigi sono ora custoditi nel municipio della capitale. I grandi dipinti teoricamente hanno subito danni a causa dell’acqua. Bisognerà restaurarli”. L’organo della cattedrale è rimasto invece intatto. Lo ha riferito il vice sindaco di Parigi, Emmanuel Gregoire, all’emittente Bfmtv. L’organo, risalente al XVIII secolo, venne costruito da Francois Thierry ed ha circa ottomila canne.

L’incendio è stato spento. Ormai è il tempo delle perizie”, ha annunciato Gabriel Plus, portavoce dei vigili del fuoco di Parigi. “Tutta la notte abbiamo sorvegliato i focolai residui per essere certi che il fuoco non si ravvivasse e sorvegliato le strutture dell’edificio per essere certi che non crollassero. Ieri ci siamo confrontati con un violento incendio sul tetto che si è diffuso molto rapidamente su mille metri quadrati circa”, ha sottolineato. “La priorità – ha aggiunto – era salvare le torri nord e sud oltre che salvaguardare le opere”. Stamattina, spiega il sottosegretario all’Interno Laurent Nuñez, si terrà un vertice tra esperti per stabilire “se la struttura è stabile”. E’ stata convocata per le 11 a Parigi la riunione dei ministri destinata a preparare un piano di ricostruzione. Ad annunciarlo è stato il governo.

Intanto, la Procura di Parigi ha aperto un’inchiesta per “danneggiamento colposo”. Secondo una fonte citata da Le Figaro, gli investigatori stanno concentrando la loro attenzione sulla possibilità che l’incendio che ha devastato Notre Dame si sia sviluppato accidentalmente dalle impalcature sul tetto della cattedrale. Nella notte, gli operai che lavoravano al restauro della cattedrale sono stati “ascoltati dagli investigatori”, ha riferito l’ufficio del pubblico ministero. Feriti nell’incendio un vigile del fuoco e due agenti di polizia.

IL SINDACO – Il sindaco di Parigi, Anne Hidalgo, ha proposto l’organizzazione di una “conferenza internazionale dei donatori” dopo l’incendio. “Proporrò una conferenza internazionale dei donatori”, ha detto il sindaco di Parigi, parlando all’emittente France Inter, prima di sottolineare che l’obiettivo sarà quello di riunire “esperti” per “essere in grado di raccogliere i fondi” necessari per ricostruire Notre Dame.

L’ARCIVESCOVO DI PARIGI – “Notre Dame ha rischiato di collassare. Poteva crollare. La torre nord era in fiamme”. A sottolineare la portata del devastante incendio l’arcivescovo di Parigi, monsignor Aupetit, intervenendo su BFMTV e RMC questa mattina. Solo verso mezzanotte, ha ricostruito, e dopo lunghi minuti di incertezza, ha capito che la torre sarebbe stata salvata e così le ogive. “C’era vera paura sulle 500 tonnellate di ponteggi, bisognava raffreddarli ma non troppo velocemente, andava fatto con estrema delicatezza”, ha spiegato sottolineando che “i danni sono difficili da valutare”.

“Alcuni dipinti sono fissati alle pareti e quindi non si è potuto portarli via”, ha aggiunto dicendosi possibilista quanto alle speranze di preservare l’organo. “Sicuramente sarà scordato a causa del calore ma non è stato consumato da fuoco”. “Si è distrutto Notre Dame ma non l’anima della Francia”, ha concluso, salutando il lavoro dei vigili del fuoco.

IL CANONICO -“E’ una catastrofe per tutti che riguarda tutti: cattolici e non cattolici. Per me non è solo un luogo sacro ma un luogo fondamentale per la storia della Francia e personalmente mi è particolarmente caro perché è il luogo dove ha avuto luogo la mia ordinazione sacerdotale”. Così all’Adnkronos Jean Marie Dubois, uno dei canonici, Cancelliere della Capitolo della Cattedrale di Notre Dame di Parigi. “Sono state immagini sconvolgenti”, sottolinea Dubois evidenziando come la Fondation du Patrimoine, l’organismo incaricato della salvaguardia e della valorizzazione del patrimonio francese, ha annunciato l’avvio di una sottoscrizione nazionale e internazionale da oggi per il restauro della cattedrale. “Grandi imprenditori come Bernard Arnault, il proprietario del gruppo di lusso Lvmh e François – Henri Pinault, il Ceo di Kering hanno già annunciato ingenti finanziamenti”, aggiunge Dubois.