“Vergogna!”

Ambiente & Turismo

Durante la continua lettura dei tanti comunicati, che vengono pubblicati a raffica, circa i lavori sulla SS 172 dir, vorrei trovare un termine per esprimere ciò che penso realmente, ma credo non esista e devo accontentarmi di un elementare e scontato “Vergogna!”

Il fatto certo è, che ormai la questione statale è diventata come quella Xilella. Ossia, non la ricerca sincera e responsabile  di provvedimenti risolutivi tesi al benessere pubblico, ma alla mera guerra politica tra fazioni. Guerra che si inasprisce ogni volta che comincia la caccia al voto, per tornare nel silenzio quando la tornata elettorale di turno è terminata.

Tutto questo è inaccettabile. Inaccettabile, per chi come me, non ha la necessità di mantenere una poltrona o cercarne una. Inaccettabile, per chi come me, da undici anni porta avanti la lotta per la messa in sicurezza di quella strada; dunque, tre anni prima che la Regione si ricordasse di quella statale della morte e stanziasse i fondi per ammodernarla. Inaccettabile, per chi come me, su quella strada ha perso un pezzo della sua vita.

Di tutti questi anni non ho dimenticato gli innumerevoli sguardi di pena di coloro a cui chiedevo una firma, quasi elemosinandola e spiegandone i motivi. Non capivano che la strada sicura era più importante per loro che per me. Per me ormai era tardi, ma loro pensavano di farmi un regalo apponendo quella firma. Non ho dimenticato che finalmente qualcuno ha deciso di occuparsi di quella strada, chiedendo alla Regione di stanziare il denaro per ammodernala. E’ chiaro che parlo del consigliere regionale Fabiano Amati. Ma non dimentico neppure di essere stata presa in giro fino alla fine, quando, durante la cerimonia di consegna dei lavori ho avuto l’amara sorpresa di apprendere che nel tratto antistante l’Agip  (il più pericoloso) non ci sarebbe stato quel cordolo con cui per anni ero stata “tranquillizzata”.  Il cordolo che appariva sul progetto definitivo  -da me richiesto in Regione-  e improvvisamente scomparso da quello esecutivo, è la prova lampante di quella presa in giro.

Per quanto riguarda il resto del progetto, in altre occasioni ho espresso il mio parere, ossia che, escluso l’allargamento indispensabile alla Madonnina e la rotatoria al Sacro Cuore che eliminerà i disagi del semaforo, tutto il resto è praticamente inutile dal punto di vista della sicurezza. Avremo una bella strada con il maquillage rifatto e con altri lavori inutili. Praticamente quasi un progetto di manutenzione ordinaria.

Ma il problema serio adesso è quello del traffico che paralizzerà l’arteria cantierizzata e le vie alternative (Gravine) assolutamente inadeguate al traffico che cominciano a sopportare, ma soprattutto a quello che dovranno reggere nei mesi a venire. Un problema che  nostra Amministrazione temo, ahimè, stia sottovalutando, mettendo in serio pericolo utenti della strada, residenti delle frazioni collinari e turisti.  Dunque, stando così le cose, ben vengano i vari consiglieri di opposizione e cittadini che denunciano  il problema. Perché il problema c’è e nessuno può negarlo.

Va bene anche lo scontro politico (in fondo la politica deve fare il suo mestiere, ahimè, anche la parte più brutta di quel mestiere), ma chiedo a tutti di avere la decenza di non menzionare i morti, a meno che non ne abbiate qualcuno da piangere (non lo auguro a nessuno). Solo io, e chi come me ha perso un pezzo di cuore su quella statale può farlo. Nella lotta per quella strada abbiamo dato voce a loro che non possono più parlare, abbiamo cercato di dare un senso a quelle morti assurde. Scontratevi, offendetevi, fate come vi pare, ma non calpestate la memoria dei morti e di mio figlio!

Katia Schiavone