Roma. A Torre Maura miracolo dei pani al contrario

Cronaca

“Allora Gesù chiamò a sé i discepoli e disse: «Sento compassione di questa folla: ormai da tre giorni mi vengono dietro e non hanno da mangiare. Non voglio rimandarli digiuni, perché non svengano lungo la strada»… E dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, Gesù prese i sette pani e i pesci, rese grazie, li spezzò, li dava ai discepoli, e i discepoli li distribuivano alla folla. Tutti mangiarono e furono saziati”.

A Torre Maura c’era una piccola folla di settanta rom, donne, uomini e tanti bambini. Ma non c’era nessuno che provasse pena per loro, non c’era Gesù, c’era Mauro Antonini a capo di una delegazione di Casapound, e un gruppo di Forza Nuova, e non erano impietositi, tutt’altro, erano inferociti al punto da gridare alla piccola folla impaurita dei rom: “Zingari, dovete morire di fame”, e anziché distribuirlo il pane, lo hanno calpestato, distrutto. Hanno fatto il contrario di ciò che fece Gesù. E c’era un’altra folla, la folla degli abitanti del quartiere, una folla esasperata che ha preso dei cassonetti della spazzatura e li ha messi in mezzo alla strada, incendiandoli. Esasperata, forse, come la folla che scelse Barabba.

Non converrebbe creare centri d’accoglienza nei quartieri ricchi di Roma, dove la gente non è esasperata? Dove il pane si butta perché ne avanza, dove la gente è tranquilla perché è sazia? Chissà?

Renato Pierri