Il terrorista “italiano” di Isis: «voglio tornare in italia»

Cronaca

I media fanno a gara ad intervistare il terrorista islamico di Isis Mounsefe (o Monsef) Hamid Almukhaiar, quello che vuole ‘tornare’ in Italia.Ora è la volta del Corriere. Sembra quasi che vogliano fare propaganda per il suo ritorno.Mounsef Hamid Almukhaiar volontario italiano di origine marocchina militante di Isis intervistato in un carcere curdo nel nord-est della SiriaOrmai va di moda scrivere ‘italiano di origine…’. Come se fossero formaggi.Proviamo un certo imbarazzo a commentare certe cose, quando, proprio in questi giorni, un altro ‘italiano di origine marocchina’ ha confessato di avere sgozzato un italiano vero perché “cercavo un italiano felice”.

Ascoltate come parla correttamente italiano, lui passerebbe un esame di lingua per ottenere la cittadinanza. Del resto è arrivato in Italia a poco più di 4 anni, il candidato ideale per lo ius soli secondo la proposta di legge del PD. Ma, del resto, già oggi basta nascere in Italia per diventare italiano al 18esimo anno, o dopo 10 anni di residenza.

Non è un caso che, con lui, si è battuto ad Aleppo, dove ha perso la vita, anche Tarik Abulala, un altro marocchino “italiano” suo vecchio compagno di scuola. Erano venuti assieme, incoraggiandosi a vicenda. Integrati.

Non è la prima volta che dice di volere ‘tornare’:

Il ventiduenne terrorista è il secondo miliziano di ISIS a chiedere il ‘rientro’ in Italia: “Desidero tornare in Italia dalla mia famiglia e dai miei amici … perché accettino e mi aiutino a vivere una nuova vita”.

Monsef El Mkhayar è stato condannato a otto anni di carcere in Italia, per terrorismo: è un “reclutatore”.

L’Isis, stando alle parole riportate dalla Reuters, avrebbe per Monsef una grave colpa: quella di aver distorto il vero significato e la vera giustizia che un califfato islamico dovrebbe incarnare.

Insomma, non sono stati abbastanza islamici. Troppe poche decapitazioni. E ora vuole ‘tornare’ in Italia.

Noi abbiamo un’altra idea: torna in Marocco.

Comunque, anche questa vicenda dimostra quanto sia urgente tornare allo ius sanguinis e abrogare i ricongiungimenti familiari: importiamo terroristi islamici, che poi diventano italiani.