Concluso il Forum Mondiale della Famiglia

Cultura & Società

Il Forum Mondiale sulla Famiglia si è concluso a Verona nella più totale confusione, ma la Famiglia resta sempre e  comunque il luogo primario di umanizzazione dell’essere umano.

Nel corso del Forum Mondiale sulla Famiglia  di Verona è stato presentato un libro che la dice lunga sulla filosofia organizzativa del Congresso e sugli obiettivi che si volevano raggiungere. Si tratta del libro di Maria Chiara Nordio  intitolato: “Il segreto della felicità?. Una mamma e un papà”!,  presentato come la prima favola del “No Gender per bambini e per adulti” che hanno già ricevuto l’influenza dell’ideologia del genere fluido. Il Forum  ha  sancito  la netta spaccatura  sul concetto e sul valore della famiglia; per gli organizzatori la famiglia tradizionale,  quella fondata sul matrimonio tra  un uomo ed una donna  resta il pilastro su cui si poggia la nostra  società; per le femministe e per i contestatori ad ogni costo le tematiche del congresso erano, invece,  tematiche da Medioevo, che ignoravano i tanti progressi intervenuti in questi anni come la introduzione del divorzio, dell’aborto, delle coppie di fatto e delle unioni civili sino all’unione tra coppie dello stesso sesso.

Una fotografia perfetta di quanto accaduto nel corso del Forum di Verona ce  la dà  Mons. Giovanni d’Ercole, Vescovo di Ascoli Piceno: “ Il Paese ha perso una grandissima occasione per aprire il dibattito su tematiche forti: la mancanza di figli, l’assenza del lavoro, il ruolo della donna, la mancanza di politiche vere per sostenere la famiglia.  Abbiamo assistito a due manifestazioni: una all’interno con persone serie venute da tutto il mondo per discutere insieme e che hanno saggiamente evitato tutte le parole che potevano creare problematiche; il punto è che fuori c’è stato lo scontro, l’unico andato in scena, che non ha fotografato la realtà degli italiani. E’ andata in scena una cagnara politica del tutti contro tutti. Alla manifestazione ci sono stati contributi che non sono stati percepiti per quelli che erano”. Due cortei hanno caratterizzato questa tre giorni uno dei progressisti e l’altro  a sostegno della famiglia tradizionale. Cortei che non hanno approdato a nulla, tante energie sprecate, odio arrivato alle stelle, alimentato e custodito come benzina di un motore destinato a non portare da nessuna parte. Quando la famiglia, bene di tutti, culla accogliente di vita e di fragilità, cuore pulsante di amore tenero e inclusivo, tessuto prezioso di relazioni che per essere tali devono indurre ad aprire bocca in una logica di misericordiosa solidarietà fuori e dentro le porte di casa, viene usata  come vessillo identitario, come progetto di una parte politica contro un’altra, finisce per creare divisioni e per determinare fenditure profonde nel corpo sociale.

Ma abusare del portato simbolico della famiglia e delle sue esigenze vuol dire non rendesi conto che in questo modo la salute già precaria dell’istituto familiare rischia un collasso drammatico. Così la famiglia, da scuola di fraternità, luogo di umanizzazione primaria dell’essere umano, è diventata trincea di divisioni, scontri ed incomprensioni.  Il tema forte del Congresso è stato  l’attacco all’aborto e alla legge 194,  andato in scena sulle note di We Are Familiy della Sister Sledge.  Lo ha messo in atto il neurochirurgo bresciano Massimo Gandolfini, leader del Family Day, che ha definito l’aborto (non spontaneo) un autentico delitto in quanto  si uccide un feto che è già un essere umano ed ha poi ricordato a tutti che “Dal 1978 ad oggi sono stati uccisi 6 milioni di embrioni “ ed ha poi definito  la pratica dell’utero in affitto “vergognosa, criminale,  barbara e tribale”.

Anche la marcia per le strade di Verona voluta dagli organizzatori del Forum  è stata soprattutto un attacco all’aborto camuffato da palloncini e bandiere con i disegni della famiglia tradizionale, musica e celebrazione “ dell’eroismo (sempre delle mamme e dei papà) che cambiano pannolini e crescono i figli ogni giorno”. Ma gli occhi dei media e dei critici puntati erano tutti puntati su Maria Gandolfini la figlia di Massimo, separata e aderente alla marcia femminista e su  Loretta Gandolfini, la prima delle 4 figlie  di Massimo che si è presentata al corteo dei tradizionalisti con un passeggino con due bambini ed un terzo che spuntava dietro uno zainetto alle spalle:” Ognuno fa le sue scelte- si è limitata a dire- e devono essere rispettate.  A conclusione dei lavori il Forum Mondiale delle Famiglie ha approvato un lungo ed articolato documento nel quale sono confluite le tematiche più scottanti ed attuali che  riguardano la Famiglia tra le quali in particolare: ”La moratoria internazionale contro l’utero in affitto, riconoscimento dell’umanità del concepito, protezione contro ogni ingiusta discriminazione dovuta alle etnia, alle opinioni politiche, allo stato di salute o all’orientamento sessuale, tutela delle famiglie in difficoltà, contrasto all’inverno demografico, diritto dei minori ad avere una mamma ed un papà, a non diventare oggetto di compravendita, a ricevere una educazione che non metta in discussione la loro identità e non li induca ad una sessualizzazione precoce. Ed ancora diritto delle donne a ricevere una valida alternativa all’aborto, parità di trattamento salariale, conciliazione tra  famiglia e lavoro, orari flessibili in chiave familiare, remunerazione per il lavoro casalingo, lotta alla droga, difesa del diritto dei genitori alla libertà di scelta educativa per i propri figli, specie  per quanto riguarda affettività e sfera sessuale.

La “Dichiarazione finale” del Congresso Mondiale delle famiglie, in presenza  di tante divisioni e contraddizioni, rischia purtroppo  di diventare solo un gigantesco “libro dei sogni”, un fatto più politico che sociale, morale e culturale. Per poterlo realizzare, almeno in parte, occorre recuperare il dialogo, abbattere lo steccato delle divisioni e creare le premesse per una collaborazione  che in modo sinergico metta insieme  le 564 associazioni locali che si occupano della famiglia e che rappresentano  oltre 4 milioni di famiglie,  le 47 associazioni nazionali e i 18 forum regionali . La Famiglia non ha per nulla bisogno di aria fritta e di insulse demagogie  per recuperare il suo valore morale, educativo, sociale e culturale i cui benefici, com’è noto, si riverberano sulla società.

Giacomo Marcario

Comitato di Redazione de “ CorrierePl.it”