Salvini al Congresso delle famiglie a Verona per celebrare la famiglia tradizionale  

Politica & Diritti

Ennesima contrapposizione di idee e posizioni ideologiche e politiche tra i due vicepremier al governo. Di Maio schierato nettamente contro il convegno, ritiene i sostenitori di tali teorie “fanatici” e “sfigati”. Pronta replica di Salvini: “Qui si prepara il futuro”, e in difesa dell’evento riferisce: “Sono orgoglioso di essere sfigato”

di Monica Montanaro

Il Congresso di Verona indetto per disquisire i temi che circondano il nucleo base della società, ovvero la famiglia di stampo tradizionale, composta da due genitori di sesso diverso, e la prole generata secondo la predisposizione biologica del genere femminile, si è aperto dopo una settimana di accese polemiche e accuse esplose sui media nazionali, oggetto delle aspre critiche il ruolo della donna delegato ad un livello di subordinazione rispetto al genere maschile e la condizione sperequativa della stessa nel mondo del lavoro, nonché la messa in discussione dei diritti acquisiti attraverso una lotta strenua negli anni passati, in seno alla donna e alla famiglia, come il divorzio, l’aborto, il sesso libero e le unioni civili nell’ambito dello stesso sesso.

Al Congresso, come noto, ha disertato e preso le distanze da esso la componente grillina del governo, mentre per la Lega era presente come importante rappresentanza, Matteo Salvini, ha presenziato, inoltre, anche il ministro della Famiglia, Lorenzo Fontana.

Matteo Salvini è intervenuto al Congresso della famiglia, tra molti tumulti, tenutosi al Palazzo della Gran Guardia di Verona,  esordendo con l’esposizione di un discorso scritto, e non estemporaneo come da sua consuetudine, durato circa 30 minuti, in cui ha declamato la bellezza e la priorità nella vita e nella società italiana del ruolo e della funzione della famiglia.

Salvini ha difeso a spada tratta la famiglia di tipo tradizionale, senza disconoscere tutti i progressi conseguiti in anni di lotte collettive per l’acquisizione di diritti fondamentali, egli ha comunicato: “Sono qui a sostenere col sorriso una giornata di festa, a sostenere il diritto a essere madre, a essere padri e a essere nonni. A sostenere la necessità per l’Italia di mettere al mondo dei figli”. Il vicepremier ha aggiunto: “Siamo qua non per togliere i diritti, non si tocca niente a nessuno. Non sono in discussione l’aborto, il divorzio: ognuno fa l’amore con chi vuole”.

Man mano che proseguiva la sua prolusione, Salvini sviscerava tutti i temi sensibili che attengono la famiglia, discostandosi sempre più dalle posizioni degli alleati di governo, interni al Movimento 5 Stelle, e sferrando diverse stoccate ai colleghi grillini, critici nei suoi confronti. A cominciare dalle dichiarazioni rilasciate dal ministro per le Pari Opportunità, Vincenzo Spadafora, nei giorni scorsi, il quale ha espresso la sua opinione in merito al tema caro della famiglia: “A Verona si sta parlando di tesi che non diventeranno mai azione di governo. Quello di Verona è un messaggio che alimenta paura e malcontento nel Paese. Rispetto alla Lega abbiamo un’idea di società, di Italia, molto diversa”. A tali rimostranze del ministro grillino, il ministro dell’Interno Salvini ha replicato: “Spadafora si occupi di rendere più veloci le adozioni, perché ci sono trentamila famiglie che aspettano, su questo tema mi aspetto qualcosa di più”, inveisce secco Salvini. Ed aggiunge: “Lavorerò per rendere più veloci e meno costose le adozioni per le coppie che stanno aspettando, per le mamma e i papa”. Peraltro, su un tema affine ci tiene a precisare: “Sono contrario al ricorso alla soluzione dell’utero in affitto, pratica barbara e disumana, che mi fa schifo al solo pensiero, un’aberrazione umana, sociale e culturale”.

Il discorso pronunciato dal vicepremier indugia su alcuni punti salienti, come quello della teoria gender, su cui Salvini sostiene deciso: “Io ho terrore del pensiero unico perchè per me bimbo è bimbo e bimba è bimba. Io la teoria gender la combatterò finché vivo, perche il buon Dio ci ha fatti diversi, non migliori o peggiori”.

Duri attacchi  a distanza carichi di acrimonia tra i due vicepremier, poiché uno, Di Maio punta il dito contro il Congresso delle famiglie attualmente in corso, affermando con acredine: “A Verona ci sono dei “fanatici” e degli “sfigati”, riferendosi ai partecipanti del Congresso veronese”. Luigi di Maio si esprime in merito al tema oggetto del convegno, la famiglia, esternando chiaramente la sua posizione: “Noi teniamo tanto alla famiglia e siamo molto preoccupati per il fatto che l’Italia sia l’ultimo Paese a fare figli in Europa, ma mentre a Verona si sta affrontando questo rema con l’odio verso il prossimo, con le discriminazioni e dicendo che la donna se ne deve stare chiusa in casa ad allevare i figli, noi qui guardiamo al futuro”. Matteo Salvini non esita a replicare al suo alleato di governo e con tono serio afferma: “Dico a qualche amico distratto al governo che qui si guarda avanti e non indietro, qui dentro si prepara il futuro. Se parlare di mamma, papà e bimbi con l’aggravante di essere cattolici e cristiani è da sfigati, allora sono orgoglioso di essere sfigato”.

In conclusione del suo intervento Salvini sottolinea e promette che prenderà a cuore il problema della denatalità che affligge il nostro Paese, che cercherà delle soluzioni congrue per sollecitare e favorire la procreazione nelle famiglie, e ammette: “Io voglio essere giudicato alla fine di questi cinque anni, perché un Paese che non fa figli è un Paese che muore”, riscuotendo grande condivisione ed apprezzamento tra le fila del pubblico presente, fautore della famiglia tradizionale.

Prima di congedarsi dal palco del Congresso mondiale della famiglia, Matteo Salvini abbraccia idealmente la platea affermando con affetto: “Ritenetemi al vostro fianco”.