La legge sulla legittima difesa riceve l’approvazione al Senato

Politica & Diritti

Salvini esulta al Senato insieme al suo gruppo leghista, grazie al voto favorevole degli alleati di governo e di FI e FdI, finalmente la legge sulla legittima difesa è assurta ufficialmente a legge dello Stato italiano

di Monica Montanaro

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini ieri in Aula del Sanato ha assistito personalmente all’approvazione di una delle leggi da lui assunta da tempo come un suo impegno e obiettivo prioritario e di poterne un giorno darle ufficializzazione. Finalmente il giorno è giunto, appunto il 28 marzo, al Senato per larga maggioranza dei votanti, 201 voti favorevoli, 38 contrari e 6 astenuti, la riforma della legge sulla legittima difesa è stata approvata. Le componenti politiche che hanno sostenuto l’entrata della legge nell’ordinamento legislativo italiano, sono state naturalmente Lega e M5S, inoltre, si sono aggregati a supporto anche Forza Italia e Fratelli d’Italia, mentre il Pd ha manifestato la sua totale contrarietà alla realizzazione di tale riforma.

In aula del Senato tra i banchi del governo era presente larga parte dei membri della Lega, mentre i ministri appartenenti al Movimento 5 Stelle erano pressoché assenti, tra cui il ministro delle Giustizia, Alfonso Bonafede, i ministri Lezzi e Toninelli, e altri “cittadini” del Movimento che solitamente mostrano un atteggiamento ostile rispetto alla Lega e alle sue iniziative politiche, tale assenteismo non ha pienamente garantito il numero completo dei voti di area grillina e quindi della maggioranza di governo.

Il ministro Salvini, supportato dalla sua squadra leghista, con al suo fianco i sottosegretari Molteni e Morrone , il capogruppo in Senato, Romeo, era presente anche il ministro Giulia Bongiorno, ha comunicato festoso ed entusiasta la sua grande soddisfazione per tale nuovo provvedimento di legge: “Il 28 marzo è un bellissimo giorno non per me o per la Lega, ma per gli italiani. Il sacrosanto diritto alla legittima difesa è sancito definitivamente, si eliminano lunghi giri nei tribunali e i risarcimenti per le famiglie dei “poveri” rapinatori. Non stiamo legittimando il Far West e non ci sarà una distribuzione di armi, ma da oggi lo Stato sta con gli aggrediti e non con i rapinatori, e i delinquenti sanno che questo mestiere diventa più difficile”.

La  legge di nuova approvazione estrinseca la riforma che va a modificare l’articolo 52 del codice penale, specificatamente nel comma 2 dello stesso, nella fattispecie viene alleggerita la parte in cui predica che coloro che utilizzano un’arma legittimamente detenuta o altro arma impropria in difesa della propria persona o dei altri soggetti a loro attigui, dei propri o altrui beni materiali, non subiscono un gravame eccessivo derivante dalla giustizia, potendo agire sotto l’ala protettrice della legge. Inoltre, le vittime dei reato di rapina o altro genere di aggressioni presso il proprio domicilio o luogo di lavoro, non verranno più perseguitate giudizialmente facendole subire lunghi anni di torture processuali.

La riforma ha, dunque, ridimensionato il principio di proporzionalità nel rapporto tra offesa e difesa, restringendo di conseguenza l’arbitrarietà interpretativa dei giudici, rimane comunque inalterata ed invariata la facoltà del giudice di dimostrare la legittimità reale della difesa in sede processuale, nonché resta valido e necessario l’iter investigativo posto dal personale inquirente.

Il testo della nuova legge sulla legittima difesa prevede che si riconosca “sempre”  la fondatezza della proporzionalità tra offesa e difesa, difatti, è sancito che la legittima difesa scatta non soltanto quando il criminale impugna un’arma, ma è sufficiente che esso minacci la vittima di usarle un’arma contro, o anche che la persona in balia del carnefice non venga minacciata in modo diretto. La legge appena approvata, dunque,  esclude la punibilità della persona che si è difesa “in stato di grave turbamento, derivante dalla situazione di pericolo in atto”.

Pesanti critiche alla nuova legge giungono dall’Anm e per voce del suo presidente, Francesco Minisci, insorgono contro: “La nuova legge comporta numerosi dubbi di incostituzionalità. La riforma non tutelerà i cittadini più di quanto erano già tutelati fino ad oggi, al contrario introduce concetti che poco hanno a che fare con il diritto, prevede pericolosi automatismi e restringe gli spazi di valutazione dei magistrati, oltre a portare con sé grandi difficoltà di interpretazione: tutto ciò significa che tutti saranno meno garantiti”.

Un’ulteriore ondata di critiche contro la riforma è scagliata dalla categoria degli avvocati penalisti, i quali sono preoccupati poiché, secondo loro opinione, trattasi di “provvedimento inutile, perché la valutazione e la discrezionalità del giudice è ineliminabile, e pericoloso perche diffonde l’idea che ci sia un area di impunità che non potrà mai esserci”.

L’approvazione di tale riforma sulla legge di legittima difesa è stata resa possibile in quanto sono stati determinanti al riguardo i voti dell’intera area politica di centrodestra, che ha votato a favore della legge compattamente.

Infatti Forza Italia e Fratelli d’Italia hanno sostenuto alacremente la nascita di tale nuova legge, e il partito del presidente Berlusconi rivendica “la prima legge di centrodestra di questa legislatura”, aggiungendo fieri: “La riforma è stata approvata solo grazie ai nostri voti”.

Le dichiarazioni di area forzista erano palesemente un attacco indiretto all’alleanza di governo che mostra le crepe della loro tenuta, in Senato latitavano molti ministri grillini, dato che risulta indicativo della rottura in atto. Ma in merito alla vicenda interviene il vicepremier Salvini rispondendo deciso: “Io bado ai risultati, non mi interessa chi c’è o chi non c’è, chi sorride di più o di meno, l’importante è l’ennesimo risultato che il governo ottiene e regala agli italiani”.