Affitta casa ai profughi, la distruggono: non se ne vogliono più andare

Politica & Diritti

Ha affittato l’immobile di famiglia a una cooperativa della provincia di Bergamo. E da allora è iniziato quello che la proprietaria, la gambolese Elena Battistolo, definisce «un calvario».

Ora la casa è semidistrutta. Con danni per diverse migliaia di euro.

L’immobile della frazione Torrazza è stato usato dalla cooperativa per ospitare una quindicina di richiedenti asilo.

«Questo utilizzo rispettava gli accordi – ammette la proprietaria – ma l’immobile nel corso dei mesi ha subìto diversi danni, la situazione poi è precipitata nell’ultimo periodo. La struttura è stata pesantemente danneggiata. Ed inoltre non mi è più stato pagato l’affitto pattuito».

«I danni sono soprattutto all’interno: bagni rotti, infissi spaccati – aggiunge la proprietaria. – Ma anche all’esterno la situazione non è delle migliori, con la fossa biologica che è esondata e il cortile nel degrado. Una situazione che ho messo nero su bianco con diversi esposti. Inoltre la cooperativa non mi risponde nemmeno più e non so più cosa fare».

«Il contratto di locazione con la cooperativa scadrà tra più di un anno – aggiunge la proprietaria. – Una situazione difficile da districare. Quello che è certo è che rivoglio l’immobile, che è di mia proprietà e ritengo sia stato usato in maniera diversa da quanto previsto nel contratto. Di sicuro ho fatto presente tutte queste criticità alla prefettura».

Non possiamo che essere soddisfatti. Ma quando impareranno che l’accoglienza non paga?