Leonardo da Vinci. I 500 anni di un profeta delle arti e delle scienze

Cultura & Società

Di Pierfranco Bruni

“Saper ascoltare significa possedere, oltre al proprio, il cervello
degli altri.” ovvero Leonardo da Vinci.
Il pensiero di Leonardo offre una visione dell’uomo nella sua centralità
rinascimentale in cui la scienza e la metafisica sono processi
dialoganti.
La dimensione dello sguardo è una proposta che riesce ad essere non solo
profetica ma culturalmente rivoluzionaria.
Dalle scienze alle arti e dalla filosofia alla letteratura Leonardo
resta sempre un innovatore e un inventore alla cui base il riferimento
resta l’idea.
Il pensiero di Leonardo è rivoluzionario a cominciare dalle tensioni
sulla concetto di tempo e di spazio. È proprio la lettura dello spazio
che innerva una ricerca tra l’esistente e la progressione di futuro.
Le sue opere costituiscono la centralità della ricerca della bellezza.
Non solo la “Gioconda”.
Nelle rappresentazioni delle “madonne” insiste una visione chiaramente
femmina in cui la ricerca della bellezza è l’incontro tra il religioso è
la sensualità. Un processo artistico in cui il sopravvento non è più
medioevale ma prettamente rinascimentale. Il Rinascimento come
proiezione dello sviluppo tra l’umano ancestrale e il divino greco –
romano.
Le “Madonne” sono Donne prima di esprimere una misura metafisica. Così
nel suo linguaggio letterario. Oltre le lingue delle arti pure insiste
il superamento dell’accademismo. Leonardo non segue mai la lezione della
accademia.
Nel concetto di spazio, ovvero di tempo imprevedibile e impermeabile si
legge la parola della metafora superata da una realtà considerata
astratta rispetto alle origini della sua circolarità nelle dimensione
dell’uomo nuovo.
Nella poesia o nella favola della poesia tutto ciò è rintracciabile. Ma
tutto acquisisce la sua irregolarità  dal suo vivere testimoniandosi. La
sua biografia è una avventura.
Così nella sua scultura. D’altronde è il Rinascimento che distrae anche
la posizione filosofica dalla sua tradizione di uno stanco umanesimo.
Con Leonardo non c’è più Marsilio Ficino. Il greco – romano ha il limite
della classicità. Inventa un Rinascimento in cui la rivoluzione dei
linguaggi è tutto.
Non crea poesia. Crea, invece, la trasformazione empirica della poesia.
Per questo le sue “Madonne” si propongono oltre la teologia.   Anche per
questo è un eretico in nome di Dio.
Scienza e ascolto della fede sono una trasparenza in dissoluzione. Così
nelle sculture. Così nel trattato sui mondi invisibili.
La invisibilità è una annunciazione dello sguardo  nello specchio. Lo
specchio si libera del vero per per appropriarsi del relativo certo. Una
filosofia senza la quale non sarebbe stato possibile interpretare il
mondo irascibile nei confronti del tempo.
Leonardo è l’architetto scienziato che opera senza il righello ma pone
in ascolto la percezione. L’idea di bellezza non è assoluta. Le
“Madonne” donne esprimono l’assoluto.
I ritratti di donna sono un emisfero di visi, di volti, facce. Una
lezione che solcherá tutti i secoli successivi sino a toccare le
cavalcate e la morte di Boccioni. E forse anche di Sirone. Certamente di
De Chirico. La metafisica di De Chirico proviene dal senso della ragione
del metafisico di Leonardo.
Dubbi non ne ho. Il legame spazio – tempo non è nella forma o nelle
forme ma dai mosaici del tempo vulnerabile e incapace di fissare
l’istante.
Arte e scienza. Un binomio, questo sì, assoluto. Con Leonardo siamo alla
sperimentazione della tradizione.
È chiaro che con lui il tempo di Dante è completamente altro.  O meglio,
è completamente superato.
“Acquista cosa nella tua gioventù, che ristori il danno della tua
vecchiezza. E se tu intendi la vecchiezza aver per suo cibo la sapienza,
adoprati in tal modo in gioventù, che a tal vecchiezza non manchi il
nutrimento”. Un monito insaziabile che ha il vero epicentro nella
concentrazione dei dettagli. Perché sono i dettagli, diceva Leonardo,
che fanno la perfezione. Ma la perfezione non è mai un dettaglio. Anche
in poesia. Se la pittura è una poesia muta la poesia è una pittura
cieca. Un profeta delle arti e delle scienze che trasforma i dettagli in
perfezione.
Leonardo di ser Piero da Vinci era nato ad Anchiano il 15 aprile del
1452. Muore ad Amboise il 2 maggio del 1519.
Una celebrazione che supera gli schemi degli anniversari.