Cessione del quinto: cosa sapere prima di richiederlo

Politica & Diritti

Chi è alla ricerca di un finanziamento sa bene che ne esistono diverse tipologie. Tra i più richiesti c’è la cessione del quinto che rappresenta una soluzione conveniente tanto per il richiedente quanto per l’istituto di credito erogante. Si tratta di un prestito personale a tasso fisso, non finalizzato, le cui rate non possono mai essere superiori a un quinto dello stipendio o della pensione, ovvero il 20% del percepito netto.

Ma cosa significa nello specifico prestito non finalizzato? Significa che il richiedente della somma non deve dare spiegazione alcuna del motivo per cui necessita di un finanziamento, caratteristica questa di primaria importanza.

Altra cosa da sottolineare è la durata del finanziamento, che non può superare i 120 mesi.

Modalità e criteri di accesso al prestito con cessione del quinto vengono definiti con chiarezza nell’infografica realizzata da IBL Banca, un utile strumento da consultare per quanti sono interessati al finanziamento. Nello specifico è importante sapere che:

La cessione del quinto si stipula con una banca per un valore che viene restituito attraverso un numero ben preciso di rate. Le rate vengono trattenute direttamente dal datore di lavoro e poi versate all’ente che eroga il prestito.
Questo tipo di finanziamento può essere richiesto da dipendenti pubblici e privati con un contratto a tempo indeterminato, e dai pensionati.
Al prestito con cessione del quinto possono accedere anche i titolari di un contratto di lavoro a tempo determinato, alla condizione che il debito venga estinto entro e non oltre la scadenza del contratto stesso.
Non possono accedere alla cessione del quinto coloro che sono titolari di pensione di invalidità, assegno sociale e inabilità.
Requisiti del richiedente

Scendiamo ora maggiormente nel dettaglio dei requisiti che deve possedere chi si appresta a richiedere la cessione del quinto.

I dipendenti pubblici devono essere titolari di un contratto a tempo indeterminato, avere un’età compresa tra 18 anni fino ai termini di quiescenza di legge, avere la residenza in Italia e un’anzianità di servizio maturata oltre a una determinata tipologia di contratto.

I dipendenti privati invece devono avere un contratto a tempo indeterminato (o contratto a tempo determinato se il finanziamento si estingue non oltre la durata del contratto), la residenza in Italia, un’età compresa tra 18 anni fino ai termini di quiescenza di legge, ed anzianità di servizio maturata, anche loro, oltre una determinata tipologia di contratto.

I pensionati, infine, devono dimostrare di essere titolati della pensione, residenti in Italia e avere un’età non superiore a 85 anni alla fine del piano di rimborso del finanziamento.

Differenze principali rispetto agli altri prestiti personali

La differenza principale tra la cessione del quinto e un tradizionale prestito personale è la modalità di rimborso: la rata viene versata alla banca direttamente dal datore di lavoro o dall’istituto di previdenza. Nel prestito tradizionale invece il debito viene rimborsato alla banca da chi ha richiesto il finanziamento.

Altra differenza già citata, ma non così rilevante quanto la prima, è che la cessione del quinto non richiede l’obbligo di specificare la motivazione della richiesta del prestito come invece necessario per quello tradizionale.