Ombre sulla città perduta

Cultura & Società

Sullo sfondo di una città, Taranto, già provata dai suoi storici problemi, si dipanano le vicende di Andrea, geometra di 29 anni, la cui unica colpa sembra essere quella di aver ascoltato troppo e di essersi trovato nel momento sbagliato nel posto sbagliato e che gli costeranno il licenziamento dalla ditta dell’indotto dell’Arsenale militare per la quale lavorava.

Tutto questo è “Ombre sulla città perduta”, un’indagine che tocca l’anima stessa della città, romanzo di Silvano Trevisani edito da Radici future, che sarà presentato venerdì 29 marzo, alle ore 18.30 in via Fiume 12 a Taranto, nell’ambito della rassegna “Venerdì  in lettura” organizzata dall’associazione “Le città che vogliamo”.

Con l’autore dialogheranno Cesare Paradiso e Enzo Mastromarino, curatori della rassegna del venerdì. Porterà il suo saluto il consigliere regionale Gianni Liviano, presidente onorario dell’associazione “Le città che vogliamo”.

Andrea, geometra di 29 anni dalle vocazioni culturali represse e dalla scarsa reattività, ha perso il suo lavoro precario in una ditta del subappalto dell’Arsenale Nuovo della Marina Militare di Taranto, la stessa mattina in cui la città, per una sconcertante coincidenza, è stata svegliata da un’esplosione che ha ucciso due persone nell’Arsenale Vecchio, sul Mar Piccolo.

Non si dà pace, Andrea, per essere stato “tagliato” senza una spiegazione. Egli fidava in un contratto stabile per poter legare sé a Lilli, la bella e volubile leader del centro sociale che frequenta da anni. È tentato di fuggire dalla città come hanno fatto molti dei suoi amici, ma è spinto, quasi senza volerlo, a cercare i perché del suo licenziamento che oscillano tra oscure macchinazioni sui segreti militari e indiscrezioni, involontariamente ascoltate, su quello che pare un reperto archeologico di eccezionale valore.

Nelle sue ricerche Andrea è aiutato dall’amico Silvano, giornalista professionista col quale aveva iniziato a collaborare nel giornale locale, esperienza conclusasi per lui negativamente. Di fatto, per il carattere debole e riottoso di Andrea, è proprio Silvano che guida le ricerche per risalire a questioni che si rivelano molto più grandi e delicate del previsto. Un’indagine che tocca l’anima stessa della città. I suoi mali. Che in fondo sono gli stessi di tante città, solo… più esasperati.

Nel frattempo Andrea si innamora perdutamente di una ragazza di origini indiana, vista sul treno assieme ai due fratelli, nel giorno in cui venivano rispediti col foglio di via. La ragazza, Shabana, torna a Taranto, in città vecchia, dove aveva amicizie, e intreccia con Andrea una relazione, che però sembra complicare ancora di più la sua intricata ricerca.

La struggente bellezza dei luoghi, la ricchezza del patrimonio culturale sarebbero una base sicura su cui costruire la felicità. Ma i troppi ritardi storici, le inadeguatezze politiche e sociali complicano la vita e offrono terreno fertile a chi vuole pescare nel torbido, lasciando ai giovani solo la via della fuga.

Così, nulla è scontato, neppure nelle cause dell’attentato terroristico che ha scosso la città e che per un po’ l’ha messa sullo stesso piano delle grandi capitali nordeuropee prese di mira dall’integralismo islamico.

Cenni biografici

Silvano Trevisani, giornalista professionista, già responsabile delle pagine culturali del Corriere del giorno di Puglia e Lucania, è caporedattore del settimanale Nuovo Dialogo e direttore della rivista culturale l’Officina – Laboratorio delle culture e delle storie (Edit@). Ha collaborato con Repubblica Bari e l’Osservatore Romano, scrive per giornali e riviste. Ha scritto molti saggi di storia, storia economica, letteratura, oltre a libri di narrativa e poesia. Ha pubblicato, nel 2016: “Michele Pierri e Alda Merini – Cronaca di un amore sconosciuto”, riscrivendo la biografia della poetessa milanese con materiali inediti (Edit@) e ha curato e prefato la raccolta di inediti della Marini: “Furibonda cresce la notte” (Manni 2016).

Si occupa di arte e critica: nel 1998 ha ideato con Jole de Sanna le celebrazioni ufficiali per il ventennale di Giorgio de Chirico, per conto della Fondazione de Chirico, realizzando un saggio per il catalogo “De Chirico e la Metafisica del Mediterraneo” (Rizzoli); nel 1997 ha curato il diario inedito di Carlo Belli, teorico dell’astrattismo geometrico, su licenza del Mart (Alta Marea). Nelo steso anno ha pubblicato il romanzo umoristico “Lo norevole” (Manni) con prefazione di Vincenzo Mollica. Del 2013 è il saggio “Creatività e inclusione” (Rubbettino).