La riforma della legge sul copyright è approvata dal Parlamento Ue

Politica & Diritti

Modifica della legge sul diritto d’autore: il Parlamento europeo approva la direttiva in materia con 348 voti a favore

di Monica Montanaro

Importante provvedimento emesso dal Parlamento europeo, ieri in seduta plenaria gli eurodeputati hanno votato per la riforma della legge sul diritto d’autore, il cui esito ha decretato il via libera definitivo all’approvazione della nuova direttiva sul copyright, un testo che contiene diverse norme che disciplinano la materia affinché il diritto d’autore sia tutelato all’interno del mercato unico digitale dell’Unione europea.

Dopo tre lunghi anni di negoziati e contese in sede parlamentare, gli eurodeputati hanno emesso il loro giudizio approvando ufficialmente la direttiva sul copyright, con 348 voti a favore, 274 contrari, 34 astensioni. Rilevante il numero degli eurodeputati assenti in aula al momento della votazione, 90 i parlamentari non presenti,  probabilmente per defilarsi dall’assumere una posizione e una decisione sul tema in votazione, così da assicurarsi un maggiore margine probabilistico di venire riconfermati e quindi rieletti alle prossime elezioni europee del maggio prossimo.

Nonostante la forte spaccatura creatasi tra i partiti che presenziano nel Parlamento europeo, in quanto la maggioranza a favore dell’approvazione del provvedimento ha  riunito trasversalmente diversi eurodeputati appartenenti a partiti di differente schieramento ideologico, deputando in tal modo una divisione notevole in seno ai gruppi partitici, la direttiva, comunque, è passata al vaglio del voto evitando di procrastinare ulteriormente l’iter approvativo della riforma alla successiva legislatura.

La nuova legge sul copyright va ad integrare la vecchia legge di matrice europea stilata nel 2001, riadattandola ed aggiornandola al contesto attuale in cui impera l’universo digitale. Peraltro coloro i quali incassano una sconfitta dalla ratifica di tale nuova disciplina normativa sono i colossi del web, difatti d’ora in avanti dovranno confrontarsi su più fronti con le categorie professionali creatrici delle opere intellettuali, ossia editori, giornalisti, scrittori, musicisti, fotografi, videomaker, per trattare le condizioni più favorevoli finalizzate alla divulgazione on line dei contenuti di loro ideazione e proprietà, dunque i dirigenti delle piattaforme digitali dovranno elargire compensi adeguati agli autori di un prodotto culturale, giornalistico, artistico per poterne usufruire e disporne il loro utilizzo sulla rete on line. Le parti avverse a tale riforma sono altresì alcuni movimenti che scorgono nel testo di questa nuova legge determinati punti da cui si evince chiaramente un intralcio all’assunzione di uno dei diritti sanciti costituzionalmente, ovvero la pratica della libertà di espressione.

Dunque i produttori di opere dell’ingegno e dell’intelletto potranno avere più potere decisionale e di tutela del proprio lavoro, difatti potranno rifiutarsi di far pubblicare all’interno del web i contenuti ad essi riconducibili, potranno, altresì, pattuire il ricevimento di un adeguata remunerazione, poiché è sancito in uno degli articoli presenti nel testo della nuova legge sul copyright, all’articolo 15 (ex articolo 11 del vecchio testo) si prevede la link tax che disciplina proprio tale questione economica. Inoltre il testo normativo include un altro articolo, l’articolo 17 ( ex articolo 13) che detta regole inderogabili in capo ai gestori di piattaforme digitali, i quali dovranno vigilare attraverso sistemi di controllo ad hoc, affinché i contenuti da essi pubblicati non siano coperti da copyright e senza il previo consenso dell’autore dell’opera.

Le norme costituenti il nuovo testo di legge sul diritto d autore non sono cogenti e coercitive nei confronti degli operatori on line senza scopo di lucro (Wikipedia), delle sturt up e dei piccoli gestori digitali.

Al termine del passaggio finale finalizzati all’approvazione definita della riforma sul copyright, i singoli stati dovranno in un secondo tempo recepire la direttiva nei propri ordinamenti giuridici interni, con l’unica deroga di poter apportare esclusivamente qualche lieve modifica all’interno di una cornice già rigidamente prefissata in sede europea.

Il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, ha espresso piena soddisfazione per la formalizzazione della direttiva sul diritto d’aurore: “La nostra Unione potrà beneficiare di regole moderne ed eque per la tutela dei diritti d’autore per il più grande mercato digitale al mondo”.