Adinolfi: “Cittadinanza a Rami?

Politica & Diritti

Si doveva risolvere prima senza farla diventare una questione ideologica. Salvini ha ragionato su cosa gli conveniva fare, ha seguito il vento dell’opinione pubblica, così non andrà lontano”

Mario Adinolfi, Presidente del Popolo della famiglia, è intervenuto ai microfoni de “L’Italia s’è desta” condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

Sulla cittadinanza a Rami e Adam. “Si poteva risolvere dando subito la cittadinanza a Rami e ad Adam –ha affermato Adinolfi-. invece la politica ha fatto entrare l’ideologia in una questione che era solo di buonsenso –ha affermato Adinolfi-. Salvini ha ragionato non su cosa è giusto, ma su cosa gli conveniva fare. Ha seguito il vento dell’opinione pubblica. Anche la sinistra anziché pensare a Rami e Adam ha colto l’occasione per riaprire il dibattito sullo ius soli. C’è stata prima la speculazione politica e di conseguenza quella televisiva. Comunque alla fine la vicenda si è conclusa bene. La politica prima non inseguiva la moda, aveva anche una funzione pedagogica. I dirigenti tendevano ad educare il proprio popolo, non si sarebbero mai sognati di inseguire ogni singolo dato dell’attualità che generi reazioni emotive. Come ieri che al Costanzo Show si è fatto fare l’autografo da Mahmud dopo averlo criticato. Non si va lontano così. Anche sull’aborto ha fatto avanzare quella proposta sull’adottabilità del concepito, ma contemporaneamente ha detto che l’aborto non si tocca”. 

Sulla confessione di Cesare Battisti. “Fra due giorni ricomincerà Gomorra, hanno fatto fiction sulla banda della Magliana, sul 1993, ma nessuno ha mai avuto il coraggio di raccontare gli anni del terrorismo in Italia –ha dichiarato Adinolfi-. Quelle stagioni sono state completamente dimenticate ed è stato costruito un meccanismo per cui tutti i terroristi sono stati agevolati, liberati dal carcere in un clima di incredibile sostegno alle loro vicende umane. Questo ha riguardato anche Battisti. C’erano giornalisti e scrittori che firmavano appelli e dicevano che non c’erano prove degli omicidi di Battisti. O non hanno letto minimamente le carte, oppure c’era la necessità di costruire un’aurea innocentista che permettesse a Battisti di stare tranquillo dove stava e a tutti i terroristi italiani di essere liberi. Sostanzialmente quei terroristi sono tutti e piede libero. Quelli della strage di Bologna sono entrati in carcere nell’82 e sono usciti nel 95, in quale altro Paese del mondo succederebbe? Quello che ha sparato in testa a Walter Tobagi ha fatto tre giorni di carcere”.