Il dr. Giovanni Festa una grande risorsa

Benessere & Medicina

Dr. Giovanni Festa, chirurgo

Viaggio nella Sanità pugliese –Reparto di chirurgia ospedale della Murgia Altamura centro di eccellenza

Giovanni Mercadante

L’ospedale della Murgia ad Altamura da sempre nell’occhio del ciclone,  da quando è sorto ad oggi, additato dall’utenza come contenitore sanitario inefficiente. Reparti dove mancano specialisti, attrezzature speciali per determinate patologie e in alcune situazioni mancante di personale qualificato. Insomma, un ospedale che serve un vasto territorio di oltre 120 mila abitanti (Altamura, Poggiorsini, Gravina di Puglia, Santeramo in Colle, Grumo Appula)   con numerose criticità finora mai colmate.

Situazione difficile da sfatare per le tante inadempienze della Regione Puglia, responsabile di un disservizio che si tocca a pelle. Bisogna viverle per avere contezza di quanto circola sulla bocca degli utenti.

Attraverso le voci dell’utenza, si scopre che il reparto emodinamica, nonostante le attrezzature siano fisicamente lì e nonostante le promesse, ad oggi non è mai stato messo in condizioni di esercitare la sua attività.

Mancano tra l’altro gli anestesisti. Manca il centro del trauma, nonostante le sollecitazioni. Cosa fa la Regione Puglia?

Cosa fanno  i referenti altamurani (Cons. reg. Enzo Colonna e Gianni Stea) che siedono sugli scranni della maggioranza in seno alla giunta  regionale del governatore Michele Emiliano?

Il Cons. Reg. Enzo Colonna è solito quasi quotidianamente lanciare comunicati stampa del suo grande lavoro. Evidentemente si attiva per le cose che piacciono a lui o dove può avere facile consenso per non pestare i piedi ai piani alti.

L’altro aspetto allarmante  è la mancanza di figure apicali, cioè  mancano i primari, mentre ci sono delle figure facenti funzioni nei reparti  di chirurgia, ginecologia, ortopedia, radiologia. Medici insomma sospesi nel limbo della burocrazia, in attesa che la Regione Puglia probabilmente individui i personaggi politicizzati, mortificando in tal modo quelli che già operano in situ che si accollano le varie responsabilità del quotidiano.

Tutto questo disservizio si ripercuote sugli utenti che sono costretti a lunghe liste d’attesa, oppure a pellegrinaggi verso altri ospedali più accreditati: Matera, Bari, Acquaviva delle Fonti.

Fortunatamente tra le tante criticità in corso, vale la pena di raccontare,  nel panorama della malasanità pugliese, la storia di un paziente altamurano: Piero Bici, il quale ha voluto dare la sua testimonianza al reparto di chirurgia dell’ospedale di Altamura dove opera il dr. Giovanni Festa, di origine salernitana;  una grande risorsa per l’ospedale murgiano.

Pietro Bici nel 2014, a seguito di un agguato pianificato da alcuni malviventi, fu vittima inconsapevole di uno scambio di persona.  Fu raggiunto da tre colpi di pistola che gli colpirono l’addome, il polmone e la vena sotto renale.

Trasportato d’urgenza all’ospedale della Murgia ebbe la fortuna di trovare  in servizio il dr. Giovanni Festa, il quale vista la gravità della situazione non si perse d’animo. Furono 10 ore intense nella sala operatoria, dove il medico, grazie alla sua esperienza vissuta nell’ospedale di Torino,  fu costretto ad intervenire su vari organi vitali:  polmone, diaframma, fegato, stomaco e milza; e  braccio che interessò anche il tunnel carpale, il cui intervento fu eseguito dall’ortopedico. Bici supplicò il dr. Festa di aiutarlo, prima di cadere in coma. Ancora oggi Pietro Bici è grato e riconoscente al suo angelo custode, così chiama il suo salvatore che lo tiene costantemente sotto osservazione, privatamente,  senza fargli pagare le visite. Dall’Inail, sulla scorta dei documenti clinici presentati, è stato definito un morto che cammina, mentre l’interessato si definisce un miracolato grazie al dr. Giovanni Festa.

Chi è questo professionista che opera nel silenzio all’ospedale della Murgia? La sua esperienza/specializzazione l’ha maturata principalmente presso un ospedale di Torino dove si eseguono interventi di alta complessità toracica e addominale sia con tecnica tradizionale che laparoscopica che è una tecnica chirurgica mini-invasiva, impiegata in pochi ospedali  per osservare direttamente gli organi all’interno dell’addome inserendo strumenti chirurgici miniaturizzati attraverso piccole incisioni nell’addome.

Perciò solo in centri specializzati e dedicati  viene applicata la laparascopia con particolare riferimento alle malattie infiammatorie croniche intestinali/MICI. Nel caso specifico per esempio il dr. G. Festa ha eseguito un altro intervento in urgenza, in un paziente di 20 anni, per occlusione intestinale da morbo di Crohn.

Ultimamente la tecnica della laparoscopia è stata perfezionata presso il Centro di Chirurgia delle MICI dell’ospedale universitario Sacco di Milano che è diventato un riferimento chirurgico internazionale per tali malattie. Con i colleghi milanesi è nato un rapporto di collaborazione chirurgico-scientifico, tanto che gli vengono inviati pazienti pugliesi operati a Milano per l’eventuale gestione post-operatoria.

La mission, da quanto è dato di sapere, è di ridurre i viaggi della speranza per i cittadini pugliesi, con prossima inaugurazione presso l’ospedale della Murgia di un centro dedicato al trattamento medico e chirurgico delle MICI/malattie infiammatorie croniche intestinali. Obiettivo sostenuto dal Governatore della Regione Puglia Michele Emiliano, dal direttore dell’ASL dott. Sanguedolce e dal presidente dell’Associazione  Malattie infiammatorie croniche ODV, Vincenzo Florio, insieme ad altri centri di eccellenza pugliesi dedicati.