Onofrio Introna: “il mezzogiorno non ha bisogno di assistenza

Politica & Diritti

Il mezzogiorno non ha bisogno di assistenza, ma di opportunita’. Non bastano i fondi Ue, intervenga lo stato”

Intervista all’ex Presidente del Consiglio Regionale Puglia Dr, Onofrio Introna

di  Myriam Di Gemma

Economia, Mezzogiorno, elezioni Europee ed Amministrative, globalizzazione e reddito di cittadinanza. Sono solo alcune tematiche affrontate nell’intervista a Onofrio Introna, ex Presidente del Consiglio Regionale Puglia, e presidente dei “Socialistideuropa”.

DOMANDA  – Come e quando si è innamorato della politica?

RISPOSTA : Era l’ottobre del 1956, ed io frequentavo la terza media alla ‘Pascoli’, sotto il liceo ‘Flacco’. E per 3 giorni, decisi, a soli 13 anni, di scioperare assieme ai liceali in segno di protesta, contro l’occupazione della Russia in Ungheria. Mi informavo giorno e notte, ascoltando i notiziari alla radio. E da quel momento, pur appartenendo ad una famiglia di cultura di sinistra, maturai l’anticomunismo. Appena possibile, mi iscrissi al Partito Socialista Democratico italiano. Mi affascinò lo spessore dello statista Giuseppe Saragat, e quando l’evoluzione del quadro politico italiano decretò la funzione del PSDI, superata, molti, tra cui io, confluirono nel Partito Socialista Italiano.

A soli 13 anni, decise di scioperare. Un evento inusuale per un ragazzo così giovane, ma che conseguenze ci furono?

I miei genitori furono convocati d’urgenza dal preside. Non era mai successa una cosa simile. Il preside aveva intenzione di sospendermi. Mia madre mi difese, dicendo: “Ma signor preside, perché vuole punire un ragazzino di 13 anni, che vive con passione gli accadimenti del mondo attorno a lui? Pensi che per tre giorni e tre notti, senza dormire, mio figlio è rimasto sveglio per ascoltare le notizie alla radio. Perché lo vuole penalizzare? Il preside restò stupefatto, perché neanche un adulto era talmente interessato da restare sveglio la notte, per ascoltare i notiziari alla radio.

Lei è socialista da quando aveva 19 anni, ma la sua famiglia era di sinistra.

La mia era una famiglia divisa (riguardo le preferenze politiche). La famiglia di mia madre era di sinistra, mentre quella di mio padre era democristiana. Ma alla fine, li convinsi a confluire nel socialismo.

Quale è stata la missione del pensiero socialista?

Battersi per coloro che non hanno un lavoro. Il lavoro rappresenta la liberazione dell’uomo dal bisogno. Una persona che non ha lavoro, non è libera. E una persona che non è libera, rischia di perdere la sua dignità. Anche se devo ammettere che ci sono disoccupati che restano fortemente dignitosi.

Il socialismo è mai scomparso?

Il socialismo è una dottrina universale e ha dei temi fondamentali: la libertà, la giustizia sociale, l’uguaglianza, la solidarietà. Ci si può evolvere, politicamente, ma tali temi non possono essere cancellati. Una società senza questi valori, non è una società giusta, democratica, non è una società  capace di essere a fianco dei cittadini.

Dopo 25 anni di impegno alla Regione Puglia, ora è presidente di “Socialistideuropa”.

“Socialistideuropa” è un’associazione che ha una mission ben precisa: lavorare accanto le forze del riformismo italiano, sempre nell’ambito dell’area progressista, affiancando le coalizioni di centrosinistra.

Quale è stato il programma avviato di cui va fiero, in tanti anni di legislature alla Regione Puglia?

Ho vissuto da assessore regionale ai Lavori Pubblici, la stagione più difficile della siccità nel 2013.  Avviammo un programma di investimenti importantissimi per l’Acquedotto Pugliese.  Programmi rilevanti per il recupero delle perdite non solo di acqua reale, ma anche di perdite amministrative. Abbiamo messo in sicurezza tutto il nostro territorio, con il sistema di depurazione. E non una sola goccia di liquame, ora va a mare. Ecco perché il nostro mare ha acque sempre cristalline. Quindi posso dire con orgoglio di aver contribuito con i colleghi dei vari Governi regionali, a dare il magnifico volto attuale della nostra Puglia nel mondo.

Al giorno d’oggi, il lavoro manca, e i disoccupati vogliono aiuto, ma  non vogliono essere assistiti o mantenuti. Che ricetta suggerisce per risollevare il Sud?

Il problema è che il Mezzogiorno d’Italia non ha bisogno di assistenza, ma ha bisogno di opportunità. Al Sud mancano le opportunità di sviluppo. L’occupazione la si crea richiamando le grandi aziende ad investire qui.

 In che maniera?

Dopo la chiusura della Cassa per il Mezzogiorno, che accorciò le distanze tra il Mezzogiorno e il Nord Italia, il Sud Italia ha perso terreno.  Ritengo che ci sia bisogno ora di un piano straordinario che attragga investitori da noi, affinché il Sud torni ad avere centralità nell’agenda politica di questo Paese. Altrimenti, il Sud sarà condannato a diventare soltanto un grande mercato che assisterà impotente all’esodo delle sue menti più vive. I nostri giovani, colti e preparati, con tanta buona volontà, non trovano qui le opportunità  per mettersi al servizio del proprio territorio.

Quindi, secondo Lei, è stato uno sbaglio chiudere la Cassa per il Mezzogiorno.

La Cassa per il Mezzogiorno doveva essere riformata, non chiusa. E’ stato un errore annullarla. Penso che ora ci sia bisogno di un piano straordinario di sviluppo per il Sud, se vogliamo che il Sud riparta verso la conquista di posizioni sempre più europee. Per esempio, la Puglia è una delle poche regioni del Mezzogiorno, che ha saputo utilizzare i fondi UE, ma questo ha anche dimostrato che le risorse aggiuntive dell’Europa, sono comunque insufficienti. E’ necessario, dunque, un intervento straordinario dello Stato.  Il Sud non ce la fa soltanto con l’ausilio dei fondi UE.

La globalizzazione sta uccidendo l’economia italiana?

La globalizzazione sta uccidendo l’autorevolezza degli Stati, perché i singoli Paesi da soli non ce la fanno a contrastarla. L’Europa unita, come gli Stati Uniti, possono introdurre nella globalizzazione, regole di rispetto.  Sia ben chiaro: lo sviluppo e il progresso non lo puoi fermare. E’ inarrestabile. La Storia non è mai tornata indietro. E per tale ragione, la politica deve organizzarsi per imporre regole condivise. Ci sono grandi interessi che devono essere disciplinati e i singoli Stati non possono riuscire a farlo.

Cosa ne pensa del reddito di cittadinanza?

Il reddito di cittadinanza può aiutare a superare i momenti più difficili della miseria, ma non creerà un futuro. Le aziende potranno assumere soltanto in caso di espansionismo produttivo. Ma un’azienda di 20 dipendenti, se non ha la possibilità di crescere o di esportare la produzione, come potrà  assumere nuovo personale? I posti di lavoro non si creano sulla carta. I posti di lavoro si creano con il favore dei mercati.

Elezioni Europee 2019: una sua previsione.

Le elezioni Europee dovrebbero essere vissute con l’impegno delle forze politiche per un sol fine: non più l’Europa dei burocrati, sì invece all’Europa dei popoli. Dobbiamo creare una coscienza europea, soltanto così possiamo combattere queste spinte sovraniste e populiste. L’Italia da sola , senza l’Europa, non va da nessuna parte. E così anche la Francia, e gli altri Paesi aderenti all’UE. Per tale ragione, l’Europa deve tornare ad essere pilastro della democrazia mondiale, della solidarietà, magari affrontando anche la questione difficile (ma dal punto di vista umanitario, irrinunciabile) dell’immigrazione.

Elezioni amministrative al Comune di Bari.

Non voglio entrare nelle vicende personali tra Dirella e Decaro, Posso solo dire che Decaro, con coerenza, porta avanti un’azione amministrativa che sta onorando gli impegni assunti con i baresi. Decaro ha ben governato per 5 anni. Ha dato una sua impronta alla vita di questa città e da quello che sento, la gente ha una buona percezione di Decaro. I cittadini sono contenti del loro sindaco, lo stimano. Perché è un lavoratore che costruisce passo dopo passo, giorno dopo giorno. E i baresi lo apprezzano e lo sostengono. Decaro merita di vedersi rinnovata la fiducia.

Onofrio Introna grande politico, ma parliamo anche della vita privata. Padre di 3 figli maschi, e nonno di tre nipoti.

Felicemente sposato, il mio matrimonio è stato benedetto da tre figli tutti maschi. Pierluigi, è attualmente vicesindaco al Comune di Bari. Mentre Marcello e Vito sono scrittori famosi. Il primo scrive con la Mondadori e racconta di romanzi ambientati a Bari e in Puglia. Vito invece è un giallista ma scrive anche di fantascienza.

Quindi dei figli nutriti con latte, socialismo  e letteratura…

Io aggiungerei anche teatro. Mia moglie li ha educati al teatro e alla cultura napoletana. Quando i miei figli erano ragazzini, trascorrevamo pomeriggi a guardare tutti assieme le commedie di Eduardo De Filippo e di Gilberto Govi. In famiglia, si deve coltivare la cultura. I ragazzi vanno aiutati a comprendere il valore della letteratura, del teatro e delle arti.

Cosa consiglia ai suoi nipoti e ai giovani d’oggi?

Studiare sempre. L’arricchimento culturale e l’arricchimento professionale,  sono le chiavi del successo della vita. Come ricordava Eduardo De Filippo: gli esami, nella vita, non finiscono mai.

Da politico – padre, a politico-  figlio: cosa ha suggerito a Suo figlio quando è stato nominato vicesindaco?

L’amministratore pubblico è una persona “in vetrina” tutti i giorni. Tutti i giorni, i cittadini lo osservano e giudicano. Allora bisogna rispettare tre regole di base: avere rispetto di tutti; non assumere mai impegni che, si sa, non possono essere mantenuti; lavorare molto. Amministrare è una cosa seria. E gli amministratori pubblici devono dare più del dovuto e più del necessario, perché quello è il loro compito.  L’amministratore pubblico è tale se riesce ad anticipare di qualche istante, le richieste e i bisogni della gente. In poche parole, “devi essere sempre avanti”.

intervista video sul Corriere di Puglia e Lucania facebook