Marcellino pane e vino sempre attuale ?

Politica & Diritti

Grazie alla formula del musical grandi e piccoli torneranno ad appassionarsi al celebre romanzo  spagnolo. 

Tre giorni intensi ed entusiasmanti per un cast che doveva misurarsi con una delle pellicole più celebri e commoventi degli anni cinquanta.

Prova superata per IL MIRACOLO DI MARCELLINO il musical ?

Dal 21 al 23 Dicembre 2018, al Nuovo Teatro San Paolo, le famiglie romane hanno apprezzato il lavoro di Antonio Melissa, noto regista e attore, ma il meglio deve ancora venire!

Un piccolo prodotto artistico, ma con un ensemble di tutto rispetto, ora è chiamato a mostrare la grande forza del messaggio d’Amore alle scuole e diocesi italiane.

Dopo la tappa di Amalfi, presso Antichi Arsenali della Repubblica, l’accademia Direzione Spettacolo di Roma proseguirà il racconto della storia di Marcellino pane e vino, l’orfano allevato dai frati.

Ripercorriamo la trama, ridisegnata nel 2009 da Paolo Galli, con la regia di Riccardo Trucchi. Era il 1955 quando il pubblico televisivo iniziò ad affezionarsi alla storia più commovente di tutte, perché raccontata con semplicità di immagini e sentimenti da Ladislao Vajda.

Marcellino in fasce, è un nascituro senza nome e forse senza futuro, la mamma ammalata si sente costretta a “abbandonarlo” alla provvidenza. I frati che hanno trovato il bambino davanti al loro convento allevano il bambino con premura, nonostante egli crescendo combini più di una marachella.

Nella soffitta del convento un enorme  crocefisso desta nel piccolo una profonda compassione, tanto da decidere di prendersene cura offrendogli da mangiare e da bere e riparandolo dal freddo. Quell’amicizia lo rende felice: l’Uomo della soffitta diventa tutto per il suo cuore semplice, il centro dei suoi pensieri e della sua affezione. Un giorno Marcellino esprime la sua nostalgia per la mamma mai conosciuta, ora in cielo. Gesù accontenta il suo desiderio, il bambino non ha mai esitato in generosità. Avviene quindi l’inimmaginabile I frati costernati troveranno il loro protetto addormentato nel sonno della morte. Ma questa conclusione infonde a tutti un senso di pace e affidamento per il senso profondo delle relazioni, eterne oltre la caducità della vita terrena.

Il linguaggio descrittivo di quest’opera senza tempo viene sublimato dalle musiche firmate da Mons. Marco Frisina, per un mix di brio e profondità che rende orgogliosi del risultato Adriano Scappini, vocal coach, Loredana Luccini, coregrafa, Luca Di Zopito, direttore casting.

A quanti artisti si prefiggono nel nuovo anno l’obiettivo di riportare alla luce quei valori genuini che si sono un po’ persi, ma che aspettano solo di essere riscoperti dalle nuove generazioni, giunge la gratitudine di lettori  e spettatori sensibili alla forza comunicativa, sempre attuale, del messaggio rivoluzionario di Gesù di Nazareth.