Longo su autonomia delle Regioni

Politica & Diritti

Nota del vicepresidente del Consiglio regionale Peppino Longo.
“Sono molto preoccupato dal fatto che si voglia sempre più indebolire lo Stato nazionale e soprattutto che lo si voglia fare ai danni delle Regioni del Sud creando di fatto una differenza tra cittadini di serie A e di serie B e tradendo i principi basilari della Costituzione”. Così il vicepresidente del Consiglio regionale pugliese, Peppino Longo, a margine della conferenza stampa in cui è stata illustrata – dai consiglieri regionali proponenti – la mozione con cui si impegnano tutti gli organi regionali ad intraprendere ogni iniziativa per contrastare il procedimento avviato da alcune Regioni italiane ai sensi dell’articolo 116 della Costituzione, perché lesivo delle stesse disposizioni costituzionali che lo regolano e di quelle che impongono il dovere di preservare l’unità della Repubblica e l’eguaglianza dei cittadini.
In particolare Longo fa proprio il grido di allarme lanciato dall’Ordine dei medici sulle conseguenze che l’autonomia differenziata potrebbe avere sull’unità del Paese e sul diritto/uguaglianza di tutti gli italiani nell’accedere al servizio sanitario nazionale. “Parliamo della tutela del diritto alla salute – spiega Longo – che sarebbe minato nel principio di solidarietà e di garanzia per tutti della stessa qualità di prestazioni. Un atto pericolosamente ostile nei confronti, in particolare, dei cittadini di alcune zone del Sud Italia. Se vogliamo discutere di autonomia facciamolo, ma senza minimamente mettere in discussione un quadro istituzionale improntato appunto ai principi fondamentali di solidarietà e con i livelli essenziali delle prestazioni definiti e validi in egual modo in tutto il territorio. Proprio grazie a questi diritti faticosamente conquistati, il servizio sanitario nazionale finora, pur se afflitto da alcune criticità, è riuscito a garantire a tutti un livello di assistenza tra i più elevati al mondo. La sfida, invece, deve essere quella di uniformare tali garanzie in un paese realmente democratico, e farlo lavorando assieme, Stato e Regioni del Nord e del Sud, e rifuggendo da progetto e tentazioni che nascondono in realtà una secessione dei ricchi”.