Dieci progetti per riqualificare i  cinque municipi

Politica & Diritti

Bari, seconda tappa del roadshow. Dieci progetti per riqualificare i  cinque municipi: si vota online fino a marzo 

di    Myriam Di Gemma

BARI – Gremita la sala San Giuseppe al Redentore nel quartiere Libertà per il secondo appuntamento del “Roadshow dei Municipi” nei Municipi di Bari.

E’ un’iniziativa del Comune di Bari, ed è proprio il sindaco Antonio Decaro con la sua Giunta, e con i presidenti dei Municipi a raccontarla in parole semplici ai cittadini.

Ci sono le “slides” che mostrano come Bari sia diventata più bella e vivibile dopo 5 anni di Giunta Decaro. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti. E’ inutile negarlo o storcere il naso.

“La prima cosa che feci, ad inizio mandato – racconta Decaro – è portare i miei assessori all’interno della tenda che la Croce Rossa Italiana aveva allestito per i senza fissa dimora. E dissi loro: ‘Dobbiamo pensare prima di tutto, a queste persone che non hanno niente’. E così ci siamo rimboccati le maniche e per me fu motivo di grande orgoglio, smontare la tenda della CRI (a cui dico infinitamente grazie, perché ha fatto un lavoro straordinario). Non serviva più perché abbiamo dato accoglienza noi, a quelle persone”.

Il sindaco mostra le immagini di alcune zone di Bari: come erano prima, e come sono ora, dopo gli interventi di lavori pubblici. Rifacimenti di strade, di rondò, di marciapiedi. Bari al momento è un cantiere a cielo aperto.

Decaro l’ha fatta diventare più bella e vivibile, ma  c’è ancora tanto da fare. E chiede l’aiuto dei cittadini con un sondaggio online. Sul sito di BIS (Bari Innovazione Sociale) si potrà votare il patto con i 5 Municipi. I cittadini avranno tempo fino al prossimo 30 marzo per votare i 10 spazi pubblici (due per ogni Municipio) che necessitano di lavori di riqualificazione. “Finora, sono già 4198 i cittadini che hanno votato – dice il sindaco – ma abbiamo bisogno di tutti voi. Dovete esprimere la vostra preferenza, perché qui si tratta della vostra città, per migliorare le strade, i parchi, le piazze. Dove voi vivrete quotidianamente. Dobbiamo annullare il degrado innanzitutto sociale. Gli spazi da riqualificare, avranno senso di esistere grazie a voi, grazie alle persone dei quartieri che popoleranno questi spazi.”

Nel quartiere Libertà, Decaro mostra le slides di come sarà piazza Redentore dopo i lavori di riqualificazione. Una signora dal pubblico commenta: “La sera, qui è uno schifo. Quella piazza servirà a far riunire ogni sera, la delinquenza. Non esco di casa, dopo le ore 18. Per me, è il coprifuoco”.

La signora non sa però (visto che si chiude in casa dalle ore 18 in poi) che ogni sera, e ribadiamo, ogni sera, la zona è vigilata da almeno due pattuglie di Carabinieri, o di Polizia o di Guardia di Finanza.

E la signora non sa neanche che oltre al sindaco Decaro, che ci tiene davvero al rione Libertà, c’è anche un altro “custode” della pace e della serenità nel quartiere: è Don Francesco Preite (mandato davvero da Dio) che pazientemente e con grande saggezza, predica bontà nei residenti che frequentano la chiesa, l’oratorio, la parrocchia, il pub annesso al complesso. Se giri per il quartiere, e ti azzardi a parlare male di Don Preite, i residenti quasi ti linciano, dicendo: “Non mi toccare Don Preite, altrimenti ti stendo a terra!” (naturalmente detto in dialetto stretto).

E poi il deterrente migliore per far “fuggire” la criminalità locale o organizzata, è proprio la gente. Più si popola di gente, una piazza, meno la criminalità si espone al pubblico.

Ma ci sono altri residenti in platea, che si lamentano, e evidenziano altre problematiche: il parcheggio.

Un signore (che vuole restare nell’anonimato) si sfoga con i giornalisti: “Esco dal lavoro alle ore 18 ma torno a casa alle ore 20 e 30. Giro per due ore mezza per trovare parcheggio. Spendo più gasolio per trovare parcheggio che per andare e tornare dal lavoro. Non mi posso permettere un posto nel garage. Se il sindaco mettesse le strisce blu, non avremmo più problemi di posto”.

Il sindaco rassicura: “La zona sosta regolamentata verrà fatta”.

Altro tasto dolente, che sottolineano gli stessi residenti, è la differenziata: nessun rispetto per i cassonetti della plastica o del cartone, dove vengono inserite bottiglie di vetro. Inoltre, al mercato ortofrutticolo, “c’è lo schifo”, dice una signora anziana. In realtà, la colpa dello “schifo” della signora anzidetta, è attribuita solo e soltanto ai residenti, che hanno abitudini poco rispettose degli spazi comuni, eludendo le regole.

Scorrono le immagini sulla Bari che è diventata, e quella che sarà. E non appena Decaro mostra i lavori appena avviati del mercato in via Pitagora, parte dalla platea uno scrosciante applauso.

Tuttavia un’osservazione è doverosa: Bari è migliorata e cambierà in meglio, con i nuovi cantieri al lavoro, ma i baresi cambieranno modo di vivere la propria città? Impareranno ad amarla e a rispettarla? Ai posteri, l’ardua sentenza.