Sull’autonomia si spacca il governo

Politica & Diritti

La Procura di Catania aprira’ un fascicolo sulla trasmissione, dalla presidenza del Senato, degli atti firmati dal premier Conte e dai ministri Di Maio e Toninelli, allegati alla memoria del responsabile del Viminale, sotto esame della Giunta per le immunita’ del Senato sul caso Diciotti. L’apertura del fascicolo e’ un atto dovuto, con la possibile iscrizione nel registro degli indagati, oltre Salvini, dei tre esponenti del governo.

E’ sempre più scontro sul tema dell’Autonomia regionale tra M5S, contrario a creare “regioni di serie A o di serie B” e Lega, con il ministro dell’Agricoltura Centinaio che ricorda: “E’ nel contratto”.

“Lancio la mia sfida: si approvi l’accordo con il Veneto e lo si proponga a tutte le Regioni. Il lavoro lo abbiamo già fatto noi, gratuitamente”. Il Governatore leghista del Veneto Luca Zaia avverte palazzo Chigi, M5s e Lega che sulle Autonomie il rinvio della ratifica dei nuovi accordi con sua Regione, Lombardia ed Emilia Romagna non può attendere fino a dopo le elezioni europee di fine maggio. “Io – sottolinea Zaia al Corriere della Sera- ho fiducia in Matteo Salvini: penso che sia l’unico che in questa fase possa trovare la sintesi con Luigi Di Maio. Per noi, non approvare l’Autonomia sarebbe un’ecatombe istituzionale e politica. Per i 5 stelle sarebbe il sancire che le Nugnes e De Falco dettano la linea. Ma io sono per la linea di Di Maio, non di questi. Ricordo che i 5 stelle hanno sostenuto il referendum sia in Lombardia che in Veneto. E hanno sottoscritto il contratto di governo in cui l’Autonomia è una delle nostre doti più importanti, e ricordo che di Autonomia si parla anche nel Def”. “Noi – ammonisce ancira il Governatore leghista del Veneto- stiamo facendo esattamente quanto è scritto in Costituzione. Per la precisione, abbiamo agito sulla base della riforma del Titolo V voluta nel 2001 dal Pd. Eppure, leggiamo che il rispettare la Costituzione è un atto di secessionismo. Vuol dire che qualcuno non è connesso con il suo cervello. Nessuno vuole impedire al Parlamento di esprimersi. Io trovo che sia assolutamente legittimo che se ne discuta. Fermo restando che la Costituzione è chiara: firma dell’intesa tra premier e governatore, approvazione dell’intesa in Parlamento. Con un sì o un no. Non lo dice Luca Zaia”.