Un Sindaco che tiene stretta la poltrona

Cronaca

Alle nostre preoccupazioni sul futuro del paese, il sindaco Lupoli risponde  rassicurando che terrà ben stretta la  poltrona.
Nei giorni scorsi, avevo sollecitato la necessità di porre particolare attenzione alla procedura di riequilibrio pluriennale (cosiddetto  pre-dissesto) dopo che il Ministero aveva inviato al Comune di Pulsano una nota istruttoria con la quale richiedeva precisazioni, integrazioni, completezza e certezza dei dati idonei a valutare la situazione economico-finanziaria del nostro Comune.
La stesura di tale procedura è costata all’Ente migliaia di euro: soldi che provengono dalle casse comunali e dunque dei cittadini. Pertanto lascia perplessi la serie di incompletezze che il Ministero ha rilevato, oltre alle lecite integrazioni: auspicavo quindi una maggiore attenzione affinchè non si compromettesse un iter così importante per il futuro del paese e dei cittadini.
Per l’Amministrazione Lupoli,in continuità con le precedenti, non è più tempo delle scuse, è il tempo di assumersi la giusta responsabilità politica e morale : negli anni abbiamo più volte segnalato, dai banchi dell’opposizione e con iniziative pubbliche, la necessità di invertire la rotta,ad esempio di arginare la produzione di debiti fuori bilancio con un maggiore controllo della spesa, al fine di evitare il dissesto, per il bene del paese.
Abbiamo allertato ,segnalato, proposto: ed è tutto agli atti. Poco o niente è stato fatto, se non traghettare il paese fino all’orlo del dissesto. Ancor più grave, oggi il sindaco Lupoli dichiara che qualora il piano di riequilibrio dovesse essere bocciato, e si dovesse andare al dissesto, comunque, per l’Amministrazione ‘non ci sarebbero problemi’ e che la sua Amministrazione non cadrebbe.
La sua primaria preoccupazione è dunque svelata: restare in carica, e anche se ci fosse il dissesto ‘non ci sarebbero problemi’.
Ma oltre alla poltrona garantita , ci pensa a cosa accadrebbe a Pulsano se venisse deliberato il dissesto? Si preoccupa per il nostro paese?  Secondo la norma, che conosciamo bene, significherebbe fallimento: per i cittadini si prospetterebbero anni di servizi risicati e più costosi, aliquote massime e impossibili da ridurre. E per le imprese con le quali il Comune ha contratti, per i creditori del Comune? Ci sarebbe un organismo straordinario di liquidazione che provvederebbe al ripiano dei debiti, pertanto i creditori non verrebbero in possesso dell’intera somma spettante, scaricando così le difficoltà su imprese e lavoratori.
Altro che “non ci sarebbero problemi”: soffrirebbe il paese, immobile per anni, e i cittadini,chiamati ad altri sacrifici.
Ed è perché vogliamo bene a Pulsano,che vogliamo evitare questo e richiamiamo attenzione e chiarezza sugli atti fondamentali della procedura di riequilibrio.
Ma il sindaco ci tiene a mantenere  il suo posto al sole mentre Pulsano rischia il dissesto.
Paola Attrotto
Consigliera comunale di Pulsano