Processo a Pinocchio”, gli studenti di Aversa protagonisti alla Camera

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Un progetto realizzato da Unicef, una rivisitazione della celebre favola di Carlo Collodi alla luce di come vengono osservate (o, spesso, disattese) le direttive della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, approvata nel 1989 dall’Onu. Lo spettacolo è tratto dal libro “Processo a Pinocchio” di Emilia Narciso, presidente dell’Unicef della provincia di Caserta. Nella pièce messa in scena questa mattina all’Aula del Palazzo dei Gruppi di Montecitorio dai ragazzi della scuola media “Trentola Ducenta” e del liceo scientifico “Enrico Fermi” di Aversa, Pinocchio è sul banco degli imputati e nella veste di testimoni si alternano Geppetto, la Fata Turchina, Mangiafuoco e tutti gli altri personaggi della favola.

Per il burattino la sentenza finale è di assoluzione mentre a essere condannata è la società degli adulti che non si accorge dei bisogni e non conosce, quindi non tutela, i diritti dei bambini.

Prima della rappresentazione hanno preso la vicepresidente della Camera Mara Carfagna, il procuratore nazionale Antimafia e Antiterrorismo Federico Cafiero De Raho e Francesco Samengo, presidente di Unicef Italia. Tra gli ospiti anche la presidente del Tribunale di Napoli Nord, Elisabetta Garzo

“Pedofilia, violenza assistita, matrimoni forzati, povertà – ha detto Mara Carfagna – Nel trentennale della Convenzione di New York diamo inizio insieme a Unicef a un percorso di confronto e ricognizione con tutte le associazioni e le istituzioni che si occupano di bambini e minori, con l’intento di verificare il reale stato dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia, e nel tentativo di capire cosa va e cosa resta da fare per tutelare e sostenere i minori senza discriminazione di genere, etnia, appartenenza religiosa. Dobbiamo far sì che questa ricorrenza venga celebrata non in maniera formale ma con l’intento di muovere un passo avanti per rendere effettivi e concreti i diritti dei cittadini di domani”.

Così Federico Cafiero De Raho si è rivolto ai ragazzi: “Il primo diritto di tutti è il diritto di libertà, non fatevi mai toccare questo diritto. La libertà di parlare, la libertà di agire, la libertà di essere voi stessi, la libertà di muovervi come credete di potervi muovere. Per combattere la criminalità è necessario essere educati e formati, così come stanno facendo i vostri insegnanti ai quali rivolgo la mia più alta gratitudine”.