Cuore di una madre

Cultura & Società

Arriva così, di traverso e senza preavviso il giudizio critico di un figlio all’apice della sua esposizione adolescenziale. E tu, che hai trent’anni più di lei, traballi e cerchi di capire il senso di un affondo tanto amaro. Un tuono a ciel sereno nel turbino quotidiano che ti blocca all’improvviso. L’adolescente è così, ti guarda dritto negli occhi e ti sferra un colpo allo stomaco con la serafica innocenza figlia dell’inesperienza. Ti giudichi da sempre, da quando è nata. Ti poni mille domande, altaleni altrettanti dubbi e rimani sospesa sempre lì, tra un se e un forse. Felice e incredula per questa vita che hai donato al mondo. Felice e insicura per una scelta che tutta tua non lo è mai stata. E poi arriva lei, occhi che nei tuoi si specchiano, sguardo acerbo e fiero, che con voce ferma e troppo giovane smonta in un secondo tutti i tuoi dubbi. E ti dà un’amara certezza. Non sei perfetta come madre. Ecco il coraggio di un’adolescente. Provare la vertigine prima del volo nell’abisso per sentire cosa si prova quando si fa tremare un cuore.
Figlia, tu inizi adesso a tastare il mondo. Avverti stordimento sull’onda di nuove emozioni. E vorresti dominarle, orientarle, spingerle oltre o eliminarle. È la tua vita. È solo tua. Non posso nulla io. Se non tenere stretto quel cuore che adesso ti piace far tremare. E aspettare, guidandoti da dietro, che tramonti il primo sole. Sappi, figlia, che c’è solo un modo per amarti. È renderti libera. Richiede pazienza e perseveranza. Non ti orienterò, ma ti seguirò e da lontano, finché avrò respiro, ti proteggerò, sforzandomi di non interferire mai. E sbaglierò altre mille volte, come adesso o forse di più. Del resto lo sai anche tu. Non sono perfetta come mamma, non sono come tu vorresti. Sono dubbi e difetti, mancanze e pretese.
Mantieni questo coraggio, questa tenacia, ma non dirottarla verso me. Punta obiettivi e costruisci ponti da qui sino ai tuoi sogni. Non giudicarmi come madre. Non serve. Amami. Sbaglia pure, ma amami. Perché quel cuore, che tu ami far tremare, è il mio. E ripetimi sempre, tutte le volte che mi abbracci, la frase che ti esce più vera e bella, l’unica nota che trasforma in danza il tremito del mio cuore di madre: “non sei e sarai mai perfetta come mamma, ma sei la migliore del mondo”.
Evelyn Zappimbulso