Venezuela, sfida a Maduro. Guaido si autoproclama presidente

Politica & Diritti

Trump lo riconosce. Anche il Canada

Il Venezuela ha da oggi due capi di Stato: Nicolas Maduro, succeduto a Hugo Chavez nell’aprile del 2013, e Juan Guaido, che si e’ autoproclamato presidente nel corso di un comizio e sotto lo sguardo attento e interessato a Washington di Donald Trump, che non ha esitato a riconoscerlo quale unico e legittimo interlocutore “a interim” a Caracas. Lo stesso fara’ il Canada.

“Oggi nella mia veste di presidente dell’Assemblea nazionale, invocando gli articoli della Costituzione (…) davanti a Dio onnipotente, giuro di assumere formalmente i poteri dell’esecutivo nazionale”, ha affermato Guaido, arringando la folla a una manifestazione contro l’”usurpazione” della presidenza da parte di Maduro. Per il presidente americano quest’ultimo e’ un presidente illegittimo mentre l’Assemblea nazionale e’ “l’unico ramo legittimo del governo debitamente eletto dal popolo venezuelano”. E se il successore di Chavez usa la forza per reprimere le proteste, “tutte le opzioni sono sul tavolo”. La mossa dell’opposizione era attesa, preparata da settimane, tanto che la Corte Suprema venezuelana – leale a Maduro – aveva ordinato un’indagine penale sul Parlamento mentre il presidente venezuelano eletto ha deciso una “revisione totale, assoluta, delle relazioni con in governo Usa” e avvertito che nelle prossime ore saranno prese decisioni “politiche e diplomatiche”.

Dopo Trump, e’ toccato all’Organizzazione degli Stati Americani (Oas) riconoscere Guaido come presidente ad interim, isolando, cosi’, il regime di Maduro dal resto del continente. La tensione nel paese e’ altissima, nel giorno in cui sono state convocate manifestazioni di entrambe le fazioni a cui hanno partecipato migliaia di persone in 23 Stati del Paese e a Caracas. La polizia ha lanciato gas lacrimogeni contro alcuni dei cortei, e ieri nella notte diversi scontri avevano avuto come esito un bilancio di quattro morti. “Abbiamo uno storico appuntamento con il nostro Paese, con il futuro dei nostri figli”, aveva spiegato poco prima delle manifestazioni Guaido, chiedendo “un governo di transizione per nuove elezioni”.

“L’unica transizione in Venezuela e’ verso il socialismo”, ha replicato Diosdado Cabello, presidente della potente assemblea costituente, fedele al regime, e che il regime utilizza come arma contro l’Assemblea nazionale, controllata dall’opposizione. A Caracas, in queste ore, e’ atteso un discorso di Maduro, che dovrebbe parlare da un palco in quella che sara’ la sua prima apparizione in un luogo all’aperto dopo mesi.

 Trump lo riconosce. Anche il canada

Il Venezuela ha da oggi due capi di Stato: Nicolas Maduro, succeduto a Hugo Chavez nell’aprile del 2013, e Juan Guaido, che si e’ autoproclamato presidente nel corso di un comizio e sotto lo sguardo attento e interessato a Washington di Donald Trump, che non ha esitato a riconoscerlo quale unico e legittimo interlocutore “a interim” a Caracas. Lo stesso fara’ il Canada.

“Oggi nella mia veste di presidente dell’Assemblea nazionale, invocando gli articoli della Costituzione (…) davanti a Dio onnipotente, giuro di assumere formalmente i poteri dell’esecutivo nazionale”, ha affermato Guaido, arringando la folla a una manifestazione contro l’”usurpazione” della presidenza da parte di Maduro. Per il presidente americano quest’ultimo e’ un presidente illegittimo mentre l’Assemblea nazionale e’ “l’unico ramo legittimo del governo debitamente eletto dal popolo venezuelano”. E se il successore di Chavez usa la forza per reprimere le proteste, “tutte le opzioni sono sul tavolo”. La mossa dell’opposizione era attesa, preparata da settimane, tanto che la Corte Suprema venezuelana – leale a Maduro – aveva ordinato un’indagine penale sul Parlamento mentre il presidente venezuelano eletto ha deciso una “revisione totale, assoluta, delle relazioni con in governo Usa” e avvertito che nelle prossime ore saranno prese decisioni “politiche e diplomatiche”.

Dopo Trump, e’ toccato all’Organizzazione degli Stati Americani (Oas) riconoscere Guaido come presidente ad interim, isolando, cosi’, il regime di Maduro dal resto del continente. La tensione nel paese e’ altissima, nel giorno in cui sono state convocate manifestazioni di entrambe le fazioni a cui hanno partecipato migliaia di persone in 23 Stati del Paese e a Caracas. La polizia ha lanciato gas lacrimogeni contro alcuni dei cortei, e ieri nella notte diversi scontri avevano avuto come esito un bilancio di quattro morti. “Abbiamo uno storico appuntamento con il nostro Paese, con il futuro dei nostri figli”, aveva spiegato poco prima delle manifestazioni Guaido, chiedendo “un governo di transizione per nuove elezioni”.

“L’unica transizione in Venezuela e’ verso il socialismo”, ha replicato Diosdado Cabello, presidente della potente assemblea costituente, fedele al regime, e che il regime utilizza come arma contro l’Assemblea nazionale, controllata dall’opposizione. A Caracas, in queste ore, e’ atteso un discorso di Maduro, che dovrebbe parlare da un palco in quella che sara’ la sua prima apparizione in un luogo all’aperto dopo mesi.