“L’ultimo barile” di Daniele Zanon

Politica & Diritti

MODENA – I grandi libri hanno spesso anticipato gli eventi, raccontando mondi futuribili che poi si sono materializzati. La lotta al terrorismo, la brutale propaganda mediatica e politica, la rinuncia ai diritti in nome di una non meglio precisata sicurezza sono temi contemporanei che ci accompagneranno nei decenni a venire. E nello sviluppo verosimile e sorprendente di questo grande libro. È “L’ultimo barile. Tutto si sta esaurendo, inclusa la libertà” di Daniele Zanon, pubblicato da Infinito Edizioni (pp.160, euro 15) con la prefazione di Marco Cortesi.
Alì, un tempo soldato, un tempo cristiano, si è convertito all’Islam per amore di Aisha. Insieme a lei ha accettato di vivere in un bunker scavato sotto le lapidi di un cimitero abbandonato, alle porte di Roma. Il loro compito è quello di custodire l’ultimo barile di petrolio rimasto. In un clima di propaganda brutale, in uno scenario futuristico di guerra e di odio, di tecnologie militari avanzate e di povertà assoluta, le frequenze della Radio Nazionale tengono informati i cittadini sulla guerra passata, sugli sviluppi della lotta al terrore, sulle intenzioni dell’esercito e della politica nei confronti della comunità islamica.

Daniele Zanon (1972), sceneggiatore e regista, vive a Cittadella (Padova). Collabora con molti studi di produzione video, si occupa di didattica del fare cinema nella realtà della scuola superiore e ha lavorato in ambienti educativamente critici come il carcere minorile e le comunità di recupero. Laureato in Scienze Religiose, insegna in un liceo della provincia di Padova. Con Infinito edizioni ha pubblicato Mass Games (2014), Nina nella grande guerra (2015), Il battaglione bosniaco (2016, con Valerio Curcio), L’oro del Congo (2017, con Daniele Gobbin) e Fuga dalla Corea del Nord (2018).