“Pizzica Pizzica”

Diritti & Lavoro

(Intervista, di Fedele Eugenio Boffoli, a Elizabeth Uvírová)

Elizabeth Uvírová, insegnante, ballerina, coreografa di Pizzica salentina (https://www.youtube.com/watch?v=tX2Lc9qT2f4https://www.youtube.com/watch?v=6HTJKrDfIW0); la sua passione verso le danze del Sud d’Italia l’ha portata ad approfondire i linguaggi, antropologici e culturali, delle danze stesse; attualmente è attiva in Puglia, come ballerina del gruppo “Sciamaballà” e come insegnante, in Puglia e all’estero. Cos’è per lei la danza?

<<La danza per me rappresenta l’espressione più diretta, più profonda e più esplicita di noi stessi. A mio parere, essa, insieme alla musica, è una forma del linguaggio insita in ognuno di noi dalla nascita. Dipende da noi e, ovviamente, dalle circostanze in cui cresciamo, il modo in cui decidiamo di svilupparla. Se vediamo le tribù africane o sudamericane o, per esempio, i bambini gitani, essi “nascono ballando”, perché il movimento, in quei contesti, non viene respinto dalle convenzioni della società, esso viene sviluppato in una maniera spontanea e naturale e fa parte del quotidiano. Credo che la danza esprime la verità, ciò che siamo nel profondo della nostra anima, per questo a volte spaventa; mentre danziamo, infatti, tutto quello che abbiamo nascosto dentro esce e siamo costretti a confrontarci con esso, davanti ai nostri occhi e a quelli degli altri: un passaggio, questo, fondamentale nel percorso della danza. La danza e la musica sono linguaggi universali, che superano la nostra provenienza, il nostro background culturale; nella danza esprimiamo noi stessi, la nostra personalità… Secondo me, la danza è la forma di comunicazione più pura e più autentica che esiste nel mondo. Forse, se nelle relazioni umane si comunicasse solo attraverso la danza e la musica, ci sarebbero meno conflitti e guerre.>>

L’origine della “Pizzica”, inquadrata nella famiglia più ampia delle tarantelle, si perde nella notte dei tempi, in relazione, certamente, agli antichi riti calendariali, apotropaici e propiziatori, greci e latini (dionisiaci, baccanali…) in favore della terra… concorda?

<<Sì, le radici antiche della pizzica si trovano di certo nella mitologia greca, soprattutto nei culti legati al dio Dioniso, se si pensa, per esempio alle Menadi, le sue accompagnatrici nei viaggi, alle loro danze selvagge accompagnate dallo sfrenato suono dei tamburelli, dei flauti e dei tirsi, e i loro riti orgiastici nei boschi e tra i monti; se si pensa a Platone che parla di malattie provocate dagli dei e curate attraverso la danza e la musica, o al culto più recente legato ormai al cristianesimo, quello di San Paolo,… Tutte queste sono testimonianze dei riti legati all’evocazione delle divinità. Infine poi, lo stretto legame con il simbolismo stagionale, perché i tarantati venivano, solitamente, pizzicati nella stagione estiva, durante il periodo di raccolto e del duro lavoro nelle calde campagne salentine, come pure il “ri-morso”, la ciclicità, con la quale la crisi si rinnovava nel corso delle estati successive.>>

La pizzica, in tempi più recenti, è messa in relazione al morso della tarantola che colpiva, secondo la tradizione, le donne salentine, durante il raccolto, curata, in seguito, con la terapia musicale; ma il tutto è una metafora per esorcizzare la condizione di disagio femminile in certi contesti della vita contadina del tempo; ma la musica e la danza sono veramente in grado di curare?

<<La prima cosa da sottolineare è che i “pizzicati dalla taranta” erano, nella maggior parte dei casi, le donne… ma vi erano anche molti uomini. La condizione di disagio femminile era presente nel Salento e si esprimeva, in più modalità, nel contesto contadino, sociale e culturale del tempo, ma direi che si trattava, comunque, di un disagio comune per tutti, date le condizioni di vita, in quel tempo non facili. A tutt’oggi, nonostante le trasformazioni avvenute nel corso della storia, alcune problematiche rimangono invariate, come ad esempio: il rapporto con noi stessi e gli altri, la fiducia e l’autoconsapevolezza, la relazione con il nostro corpo… La musica e la danza, a questo proposito, sono, da sempre, il ponte per ritrovare se stessi e di relazione con gli altri; solo, infatti, quando scopriamo chi siamo, quali sono le nostre esigenze, cosa chiediamo a noi e agli altri, ciò che siamo in grado di offrire… abbiamo la consapevolezza del nostro essere e possiamo rispettare il prossimo e creare relazioni sane; questo, secondo me, sia per le donne che per gli uomini.>>

Ci sono più stili di Pizzica, si passa dal corteggiamento (pizzica de core), al combattimento simulato (pizzica scherma) o alla cura della tarantolata con la terapia musicale, tutte metafore delle relazioni umane tra Eros e Thanatos…

<<Eros e Thanatos, la forza creatrice e la forza distruttrice fanno parte della vita e degli esseri umani. La danza rivela quello che siamo, con tutti i nostri lati positivi e negativi, con i nostri desideri e inclinazioni, perché l’uomo è, sin dalle sue origini, un essere desideroso. La curiosità della pizzica è proprio questa – essa comprende tutti i lati della psiche umana – il desiderio, la paura, l’amore, l’aggressività, la creatività… Ciò che noto alle mie lezioni e lo trovo molto interessante è che ognuno esprime nella sua danza qualcosa di suo, di diverso, di originale. Con tutto il mio rispetto per le tradizioni originarie, essendo la pizzica comunque una danza popolare, non dovrebbe essere respinta dai codici e dalle figure prestabilite, perché così perde tutta la sua autenticità, che è il suo fulcro. Il consiglio che do ai miei allievi è: “fate le figure che vi insegno ma sentitevi liberi nell’interpretarle a modo vostro.”>>

Tra le sue ultime attività, il corso a Gioia del Colle, i workshop e le esibizioni in Puglia e all’estero come anche nel suo paese di origine (Repubblica Ceca), ha altre cose in programma?

<<Al momento stiamo preparando alcuni workshop e progetti sia in Italia che all’estero. A breve dovrei riportare, già per la quarta volta, la Pizzica in Repubblica Ceca, dove viene apprezzata e riconosciuta con molto entusiasmo. Inoltre stiamo preparando un workshop, intensivo, in Ungheria, a Budapest, per gli appassionati di danza e anche di cultura italiana. Altre tappe saranno, con molta probabilità, l’Italia del Nord e la Germania. Con il gruppo musicale stiamo preparando il programma estivo, in giro per la Puglia e non solo, siamo aperti a nuove collaborazioni, sperimentazioni, progetti.>> – Fotografia: fonte Web.