Andare in pensione a 57 anni. Ecco come

Cronaca

Agganciare quota 100 e andare in pensione a 57 anni. E’ una
possibilità prevista dall’articolo 22 del decreto su quota 100 e reddito di
cittadinanza. L’articolo infatti prevede che anche i nati nel 1962, avendo i
requisiti necessari, potrebbero rientrare tra coloro che potrebbero usufruire di uno scivolo verso l’uscita dal lavoro.

In generale il provvedimento stabilisce che per tre anni,
dal 2019 al 2021, possono andare in pensione i lavoratori che nello stesso
triennio raggiungono il requisito dei 38 anni di contributi e 62 anni di età.
In pratica quelli interessati sono i nati tra il 1952 e il 1959. Questi ultimi,
nel 2021, avranno appunto 62 anni.

Lo stesso decreto prevede anche che possono andare in
pensione coloro che lavorano in imprese disponibili all’intervento dei fondi di
solidarietà. Questi fondi possono erogare un assegno straordinario per il
sostegno al reddito ai lavoratori che raggiungono i requisiti per l’accesso
alla pensione con quota 100.

In pratica, i lavoratori devono operare in un settore dove è
stato costituito, o sarà costituito, attraverso un accordo tra imprese e
sindacati, un fondo di solidarietà. L’accordo deve avere come obiettivo il
ricambio generazionale, ovvero deve prevedere uno stesso numero di lavoratori
da assumere in sostituzione di quelli che andranno in pensione con quota 100. L’impresa
disponibile a finanziare l’operazione avrà dei costi decisamente inferiori
rispetto all’analoga formula prevista dalla legge Fornero.

In questo caso, quindi, coloro che sono nati tra il 1960 e il 1962 potrebbero agganciare lo scivolo per andare in pensione. Infatti, se il requisito è quello di avere, entro il prossimo triennio, 38 anni di contributi
e 62 di età, anche coloro che oggi hanno 57 anni e 33 di contributi, grazie al meccanismo sopra descritto, nel 2021 avrebbero 59 anni e 35 di contributi utili per lo scivolo e per ottenere l’assegno straordinario erogato dai fondi di solidarietà.