Una”riforma” che non ci ha convinto

Politica & Diritti

La normativa sull’ordinamento del Reddito di Cittadinanza, dopo tanto clamore, sembra lontana e, soprattutto, discordante. Con un colpo al cerchio e uno alla botta, l’accordo tra forze sociali ed Esecutivo non ci ha convinto. Intanto la disoccupazione ufficiale resta sempre sopra al 10%. Intanto, i problemi del lavoro restano tutti e altri se ne aggiungeranno. Non è, quindi, attendibile trattare di nuove prospettive occupazionali quando manca un concreto incentivo a vararle.

Le tutele nei confronti dei Lavoratori sono ancora più formali che sostanziali. De resto, basta rammentare che i contratti a termine avranno vita breve e quelli a tempo indeterminato restano una speranza difficilmente concretabile. L’economia ha delle sue regole. La formula “100”, semmai, potrà interessare certe categorie pensionabili. Nulla da spartire con mitico “Reddito di Cittadinanza”.

Questi sono alcuni dei molteplici aspetti in negativo di un provvedimento normativo che, a parer nostro, doveva essere motivo di migliore incremento. Ciliegina sulla torta, ma non molti l’hanno notato, i contributi di disoccupazione potrebbero lievitare per l’impresa e per i lavoratori.

Senza incentivi occupazionali, si rischia il crollo economico di quella fascia di lavoratori, tra i 40 ed i 55 anni, che potrebbero trovarsi senza attività e senza un reddito suppletivo. E’ inutile essere “ottimisti” quando non ci sono effettive condizioni per comprovarlo.

Insomma, un altro pasticcio che, col tempo, andrà a evidenziare quelle mancanze già ben note a tutti ben prima del varo di un’innovazione che non ci ha convinto e sulla quale torneremo al momento della sua concreta attivazione.

Giorgio Brignola