Battisti dal carcere: ‘e’ tutto finito, sono vecchio e malato’

Cronaca

“Mi dite in quale parte del mondo mi trovo? Ormai e’ tutto finito: ho 64 anni sono malato, sono cambiato”. Sono le prime parole di Cesare Battisti dal carcere di Oristano, dove e’ stato portato ieri dopo l’arrivo dalla Bolivia. A riferirlo e’ l’ex deputato sardo Mauro Pili, secondo cui l’ex terrorista avrebbe anche detto: “Non mi dichiaro innocente ma nemmeno mi accollo tutto cio’ di cui mi accusano”.

Battisti ha trascorso la prima notte in una cella del blocco AS2, poi e’ stato sottoposto a nuovi controlli medici, dopo la visita eseguita al suo arrivo nell’istituto di pena di alta sicurezza dove sono reclusi diversi esponenti della criminalita’ organizzata e dov’e’ stato detenuto anche Massimo Carminati. Battisti, rinchiuso in una cella da solo dove sara’ sottoposto a un regime di isolamento diurno per sei mesi, ha poi ricevuto la visita dell’avvocato difensore Davide Teccanella. Intanto i poliziotti che lo hanno catturato e trasportato in Italia raccontano come la caccia si e’ conclusa: l’ex leader dei Pac e’ stato tradito dalla sua passione per le passeggiate, il che ha consentito agli agenti italiani che erano in Bolivia dal 5 gennaio, dopo un periodo investigativo nel dicembre scorso in Brasile, di poter tenere d’occhio una persona le cui caratteristiche fisiche rimandavano al ricercato. Le indagini condotte nella maniera piu’ tradizionale di investigazione, cioe’ mostrando la foto del latitante porta a porta in alberghi, locali pubblici e anche abitazioni prossime all’area dove si riteneva che Battisti, ‘tracciato’ a dicembre attraverso un telefonino che aveva in uso, fosse nascosto, ha permesso di restringere il raggio degli investigatori in due quartieri di Santa Cruz de la Sierra, citta’ di quasi 3 milioni di abitanti, i quartieri di Santa Rosita e Urbani’ nel terzo anello della citta’.

Alla fine quando Battisti sabato e’ stato individuato per strada sono state praticamente fatte sul posto – mentre lui camminava e attraverso collegamenti tecnologici – la ricognizione e verifica delle sue caratteristiche somatiche. E quando si e’ avuta certezza, specie per un sopracciglio, che si trattasse di Battisti, la polizia boliviana, che ha sempre lavorato accanto a quella italiana in un rapporto di strettissima collaborazione, ha operato il fermo in strada, come fosse un normale controllo. Battisti non ha sospettato nulla, anche perche’ i due poliziotti sono rimasti defilati evitando quindi che il latitante notasse intorno facce dai tratti europei e che potesse quindi mettersi in allarme o avere reazioni. Il ricercato ha esibito il regolare documento d’identita’ di cui era in possesso, con le sue vere generalita’, ed e’ stato portato negli uffici del locale commissariato. Solo li’ i due poliziotti italiani gli si sono palesati. E in quegli uffici e’ finita una latitanza lunga 37 anni. Non si placano intanto le polemiche: secondo l’ex premier Matteo Renzi il governo ha dato risalto al rientro in Italia di Battisti perche’ ha “bisogno di cambiare discorso”, visto che “l’economia sta andando male” e “l’Italia rischia la recessione”. Mentre il fratello dell’ex terrorista ribadisce di essere convinto della sua innocenza. Pronta la replica del ministro dell’Interno Matteo Salvini: “Secondo il fratello di Battisti, il terrorista comunista e’ una “vittima” e io sarei un “fascista”. Che vergogna… Dovrebbe solo stare zitto, almeno per rispetto di tutte quelle persone che, per colpa di un assassino, hanno perso la vita”. Il vicepremier si e’ anche detto sicuro che “e’ solo il primo di una lunga serie di delinquenti che sono in giro per il mondo e presto lo raggiungeranno in carcere”.