In Italia è finita la libertà economica

Diritti & Lavoro

Abbiamo parlato molto della finanziaria e della indemocraticità del metodo utilizzato per la sua approvazione. Molto v’è da dire della incostituzionalità di molti provvedimenti ivi contenuti come la imposizione della fattura elettronica. Da decenni si interviene nella vita quotidiana dei cittadini e delle imprese aumentando apparentemente in modo indefinito gli obblighi o modificandoli secondo le esigenze della pubblica amministrazione senza alcuna considerazione per l’interesse collettivo. Basti ricordare gli obblighi di un automobilista o di una impresa anche piccola per rendersi conto che abbiamo superato di molto i limiti di tollerabilità.

Nel caso del fisco inoltre c’è una questione di chiarissima incostituzionalità: è infatti previsto dalla nostra carta costituzionale che il cittadino e le imprese paghino secondo la proprie capacità contributiva ma non è ammesso che si impongano defatiganti ed incomprensibili evoluzioni burocratiche. Che peraltro hanno un costo che si va ad aggiungere all’emolumento strettamente inteso. Pervenendo alla assurdità di gente che ha pochissimo da pagare allo stato ma paga regolarmente il proprio apparato amministrativo come se pagasse tanto e quindi subendo aggravi impropri e non commisurati alla propria “capacità contributiva”. La assurdità ed incostituzionalità di molte parti del diritto fiscale è nota ed è di vecchia data ma è di tutta evidenza che ormai non è più sostenibile un apparato così fortemente penalizzante dell’attività economica proprio per la contrazione del Pil che questa incostituzionalità diffusa sta producendo.

Che dire poi del fatto che vi sono delle imprese erogatrici del servizio di elaborazione elettronica della documentazione richiesta che fa fortuna su questo nuovo obbligo? Siamo alla reiterazione infinita di obblighi introdotti per via della dichiarata incapacità della Pubblica Amministrazione a ridurre la evasione e quindi alla riduzione della libertà economica per tutte le imprese al solo scopo di facilitare il compito di persecuzione degli evasori e supposti tali. È in tutto e per tutto il collasso delle Istituzioni che, affamate di soldi, inefficienti nella lotta alla evasione, incapaci di immaginare un sistema che sia condiviso dagli operatori, sceglie scientemente di ridurre il Pil pur di tentare un risicatissimo aumento del gettito.

E in questa drastica riduzione della libertà privata si procede indisturbati nell’azzerare ogni forma di privacy detenendo anche fisicamente la contabilità delle imprese sul modello sovietico utilizzando le nuove tecnologie acquistate con i mezzi del contribuente contro il contribuente stesso. Solo le SS naziste e i sovietici avevano fatto tanto. Come si può immaginare che qualcuno, magari appena uscito dalle scuole, si azzardi ad iniziare la propria attività in queste condizioni.

Canio Trione

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