Assunzioni per le Università più virtuose: in testa Bergamo

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La sede di Economia e Giurisprudenza in via De Caniana a Bergamo
Ieri il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Marco Bussetti ha firmato un decreto che permette alle Università, in particolare quelle virtuose, di avviare nuove assunzioni andando oltre al normale turn over. Dopo 10 anni di vincoli le università tornano a crescere.

Le Università virtuose potranno superare il limite del 110% delle cessazioni. Il decreto prevede complessivamente 2.038 punti organico.

Nella classifica degli atenei più virtuosi la prima è L’Università degli Studi di Bergamo con il 310%, seguono il Politecnico di Milano (237%), Urbino (195%), Chieti Pescara (194%), Catanzaro (191%), Milano Bicocca (186%)… .

«Essere riconosciuta come l’Università più virtuosa d’Italia ci permette di programmare con maggior serenità il futuro. Con un maggior numero di docenti e di personale potremo puntare soprattutto a una maggior qualità». Questo il primo commento del Rettore Remo Morzenti Pellegrini, nell’apprendere che l’Università di Bergamo è, nel panorama italiano, l’Ateneo che trarrà maggiore beneficio dal decreto sulla programmazione del reclutamento per il 2018 e per il prossimo triennio, firmato oggi dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Marco Bussetti. «Sono state finalmente accolte le nostre reiterate richieste degli ultimi anni volte a riequilibrare il nostro sottodimensionamento nel rapporto tra studenti\professori\personale che ci vedeva ingiustamente penalizzati rispetto ad altri Atenei con analoghe dimensioni. Ora potremo cogliere con maggiore energia le sfide del futuro: internazionalizzazione, qualità della didattica, trasferimento tecnologico, innovazione, priorità del nostro Ateneo negli anni a venire».

L’Università degli Studi di Bergamo con i suoi oltre 21.000 iscritti, negli ultimi 5 anni ha registrato un progressivo aumento degli immatricolati sia delle Lauree Triennali sia magistrali. Un’Università che piace non solo ai bergamaschi. Degli oltre 21.000, l’8,3% arriva dalla città, il 49.0% dalla provincia di Bergamo, il 37.1% dalla Regione Lombardia e il 5.6% da Extra Regione Lombardia. Gli studenti provenienti dall’estero sono oltre l’8%. L’aumento degli iscritti e del numero di studenti fuori sede ha spinto l’ateneo verso una generale riorganizzazione di tempi, spazi e servizi.