L’importanza delle piante per le formiche

Ambiente & Turismo

di Lia Pasqualina Stani

 Il rapporto tra piante e formiche affonda le radici ai tempi dei dinosauri, ma non è facile trovare fossili che “incastrino” gli insetti nell’atto, per esempio, di disperdere semi, e ci sono pochissimi resti di strutture vegetali appetibili per le formiche. Studiando grandi quantità di dati genetici i ricercatori hanno cercato di capire quando le piante abbiano iniziato a servirsi delle formiche per la dispersione dei semi o per compiti di difesa. E hanno scoperto che le formiche dipendono dalle piante da più a lungo di quanto le piante dipendano da loro: i vegetali hanno evoluto strutture specializzate per risultare “sexy” alle formiche soltanto dopo aver notato che queste erano interessate a vitto e alloggio. Anche la dipendenza delle formiche dalle piante non è stata improvvisa. Prima gli insetti hanno cominciato a nutrirsi sugli alberi, poi hanno incorporato le piante nella loro dieta e solo in seguito hanno iniziato a servirsene per le tane.

Dal canto loro, le piante hanno risposto con soluzioni diaboliche. Alcune hanno sviluppato un nettare così delizioso e spine così comode per nidificare da convincere le formiche ad attaccare qualunque animale provi a mangiare il loro rifugio. Altre, per facilitare la dispersione dei semi, li arricchiscono con pacchetti di cibo chiamati elaiosomi. Le formiche raccolgono il seme e lo portano altrove, si nutrono del cibo e scartano il seme – spesso in un’area ricca di nutrienti dove crescerà meglio e non competerà con altre piante per le risorse. I vegetali hanno evoluto caratteristiche per risultare “irresistibili” agli insetti, come nettare succulento e spine cave dove trovare rifugio. In cambio, le formiche ne disperdono i semi e le difendono da qualunque altro animale provi ad avvicinarsi.  Quale delle due parti avesse iniziato per prima a sfruttare l’altra, però, non era chiaro. Un nuovo studio del Field Museum di Chicago pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences ha cercato la risposta a questo dilemma nel codice genetico di 1.700 specie di formiche e 10 mila generi di piante, scoprendo che le vere sfruttatrici sono quelle con le foglie.