Antartide: il Comsubin a supporto della spedizione italiana

Ambiente & Turismo

ROMA – Nella base italiana Mario Zucchelli nel mare di Ross stanno continuando le attività di ricerca iniziate lo scorso ottobre nell’ambito della XXXIV spedizione italiana in Antartide. Molti i progetti di ricerca su ecosistemi e climi e i numerosi ricercatori nazionali ed internazionali sono supportati nelle proprie attività da un nutrito numero di militari delle Forze Armate, in relazione alle rispettive capacità operative e compiti d’istituto.
Tra questi – riporta la Difesa – vi è anche un team di operatori subacquei militari, costituito da due Palombari e un Incursore di Comsubin della Marina Militare supportati da un Carabiniere Paracadutista del Tuscania, che garantisce sia la sicurezza delle immersioni ai diversi ricercatori scientifici presenti nella base, sia l’esecuzione degli interventi subacquei da questi richiesti nell’ambito dei diversi progetti di ricerca.
Le attività subacquee svolte sotto il ghiaccio, assimilabili ad immersioni in ambiente confinato, benché affascinanti possono risultare molto pericolose, pertanto prevedono un elevata competenza professionale e materiali subacquei realizzati appositamente per consentire all’operatore di svolgere le proprie mansioni anche a temperature dell’acqua inferiori allo zero.
Fino ad ora sono state effettuate 64 immersioni sotto il ghiaccio a favore di molti progetti di ricerca scientifica, per un totale di 32 ore d’immersione ad una profondità massima di 30 metri. Il team di subacquei della Forze Armate si è immerso per effettuare dei campionamenti sulla locale fauna marina (molluschi, artropodi, ricci, stelle marine, ecc.), acquisire dei sedimenti del fondo e posizionare attrezzature scientifiche per l’acquisizione di dati ambientali e biologici per conto di molte Università ed Enti di ricerca.
Il progetto più recente che ha visti impegnati gli operatori subacquei militari ha richiesto l’esecuzione di più immersioni per allestire un campo sperimentale dell’ENEA sul fondale di Tethys Bay.
La scelta effettuata dall’ENEA di assegnare agli uomini di Comsubin la gestione delle immersioni in Antartide si fonda sull’esperienza ultracentenaria dei Palombari, un’eccellenza nazionale nell’ambito delle attività subacquee militari, essendo in grado di condurre attività lavorative fino a 1.500 metri di profondità ed in qualsiasi scenario operativo. Per tali peculiarità gli operatori subacquei delle altre Forze Armate e Corpi Armati dello Stato possono essere formarti esclusivamente dal Gruppo Scuole di Comsubin che, attraverso dedicati percorsi formativi, li abilita a condurre immersioni in basso fondale secondo le rispettive competenze.
Sono queste le ragioni per le quali a Comsubin è affidato l’incarico di sovrintendere sia la fase di amalgama del team di operatori subacquei, militari e civili, sia l’organizzazione di tutti gli aspetti di sicurezza inerenti ogni immersione condotta in Antartide. Ad essi è infatti assegnata la gestione e conduzione della camera di decompressione presente nella base Mario Zucchelli predisposta per fornire soccorso in caso d’incidenti disbarici.