Gente del sud. Storia di una famiglia

Cultura & Società

RECENSIONE

Gente del sud. Storia di una famiglia di Raffaello Mastrolonardo, editrice tea

Si tratta di un romanzo di circa ottocento pagine, insolito per il lettore odierno abituato a leggere solo chat o scarne pubblicazioni.

Tuttavia, una volta avviata la lettura, la storia diventa avvincente e, al termine, dispiace aver concluso i racconti dei personaggi, le cui vicende hanno tenuto compagnia quotidiana nei momenti di relax. E allora si ricomincia a leggere per riassaporare le sfumature del romanzo o rivivere scene ardite. Del resto, dice un detto, un libro non è un buon libro se non lo si legge almeno due volte.

E il volume di Mastrolonardo, che di mestiere non fa lo scrittore ma il bancario, merita davvero attenzione per la prosa avvincente e scorrevole, per le vicende narrate, per le lezioni di vita – universali – che contiene.

Gente del Sud è la storia di una famiglia pugliese – la famiglia dell’autore –  le cui vicende si snodano dalla fine dell’Ottocento ai nostri giorni. Le traversie familiari e personali – eroiche, gloriose e … con qualche miseria umana – si intersecano con le vicende storiche di tutto il secolo scorso: le guerre mondiali, il fascismo, le leggi razziali, le lotte sindacali, le tradizioni del mondo rurale, la ripresa economica, la modernità che inizia a lambire anche il Sud arretrato.

I protagonisti, i componenti della famiglia Parlante, sono granitici e determinati nel loro essere, capaci di slanci generosi ed intuizioni imprenditoriali innovative in un contesto sociale che non incoraggiava molto il nuovo. Il personaggio principale, Cipriano, è un modello di intelligenza operosa, di rettitudine e uomo capace di legami forti. La vita gli ha dato tante soddisfazioni ma anche dolori e delusioni. Le vicende dei suoi familiari gli ruotano intorno con il corteggio di situazioni sociali, economiche, sentimentali, tra molti alti e bassi.

Un aspetto importante, tratteggiato molto bene, è quello dell’amore che caratterizza i personaggi del romanzo. E’ il collante e il sentimento che innerva tutta la storia, sullo sfondo dell’Italia, e in particolare della Puglia contadina, che si confronta con il mondo industriale.

Questo romanzo è stato definito come una narrazione senza tempo. In effetti attraversa il tempo, più di un secolo di storia, ma fa emergere valori che in effetti non sono legati al passare del tempo ma alle persone e di per sé sono universali: la laboriosità, l’ingegno, l’amicizia, l’amore, il riscatto, il coraggio, la solidarietà, con notevoli spunti di confronto con l’oggi e di riflessione per il lettore, coinvolto nel turbinio di sentimenti, di storie e di vicende che lasciano il segno.

Agostino Picicco