Stelle controvento di Marianna Carrara e Maria Pia Latorre

Cultura & Società

BARI – «Non trema la luce delle stelle. Trema il nostro sguardo, sapendo dell’enorme sforzo che questa luce ha realizzato per farsi vedere», così scrive il poeta spagnolo Lorenzo Oliván ed è questa una frase perfetta per introdurre questo libro dedicato ai giovani lettori di oggi. Perfetta per spiegare la forza limpida e il coraggio pieno di fatica che le protagoniste di questo romanzo nel romanzo mettono in scena. Il primo personaggio, nonché voce narrante, è Rosa, un’adolescente inquieta e impulsiva. La sua vita non è affatto facile: un padre assente, una madre malata. Ha appena lasciato la sua Roma per trasferirsi dai parenti più vicini in un paesino dell’entroterra lucano.

La ‘vediamo’ subito mentre si aggira sui vari saliscendi di Valsinni, nella calura estiva, alla disperata ricerca di un’ora di connessione. Come affronterà questo enorme cambiamento senza i suoi amici, l’affetto materno e privata perfino di internet? Prevarrà la noia, la rabbia, la voglia di fuggire? E se una voce dal passato misterioso di quel borgo riuscisse, invece, a trattenerla e a farla addirittura innamorare?

Nelle sue passeggiate solitarie, con gli auricolari alle orecchie, Rosa esplora il paese e la natura brulla e un giorno scopre per caso il busto di una donna, la poetessa di Valsinni: Isabella Morra. Sarà però grazie a un incontro-scontro con un ragazzo del luogo che finirà in biblioteca a leggere quasi ogni giorno la densa storia di Isabella e della famiglia dei Morra, baroni di Favale (l’antica Valsinni). Il libro che Rosa legge costituisce il secondo romanzo – storico e ricco di misteri – che narra appunto la vita tragica di questa poco conosciuta ma coraggiosa poetessa del Cinquecento. Le sue vicende, i suoi versi, il suo stato d’animo inquieto e malinconico, nostalgico, sono lo specchio entro cui Rosa stessa si riflette e da cui prenderà le mosse la sua lenta svolta. «La vicenda della Morra è degna di un melodramma tragico» scrive Daniele Giancane, nella postfazione del testo. «Eppure, questa storia – grazie soprattutto al fiuto di Benedetto Croce – è divenuta man mano una narrazione romantica, l’emblema di un amore contrastato quasi alla Paolo e Francesca. E una specie di ‘archetipo’ anche delle vessazioni e delle violenze che le donne hanno subìto nel corso della storia».

Poiché la prevaricazione sulle donne, quella attuale e quella perpetrata nei secoli e nei millenni passati è un trauma ancora vivo e una piaga irrisolta, abbiamo scritto questo libro a quattro mani con l’intento di offrire un’opera di risarcimento, una riflessione sul passato, sull’amore per il presente, sulla fiducia verso il futuro. Dedicato a chi segue le stelle, a chi si sente stella controvento, capace di brillare senza se e senza ma. Per chi ascolta il cuore, per chi cerca una storia vera, per chi viaggia nel tempo, per chi scommette ogni giorno in un sorriso.                                                                                                                            Tanya Fina