Fbi, Metropolitan Police e Interpol a confronto in Università a Bergamo

CronacaPolitica & Diritti

Esperti di antiterrorismo da tutto il mondo a confronto, all’Università degli studi di Bergamo. Ci saranno anche Fbi, Metropolitan Police e Interpol alla giornata di studi in programma venerdì 10 maggio dalle 9 alle 18 nella Sala Conferenze della sede di Sant’Agostino, in Città Alta.

Il titolo è “Radicalizzazione, de-radicalizzazione ed estremismo violento. Un approccio internazionale comparato”. L’obiettivo: studiare le forme e le strategie di radicalizzazione non solo nelle sue molteplici forme, ma anche nelle sue differenziazioni applicate ai contesti europei ed extraeuropei, sulla base delle competenze di studiosi ed ufficiali di polizia esperti antiterrorismo provenienti da tutto il mondo.

L’evento si inserisce nella più ampia attività di formazione del Master di secondo livello in “Prevenzione e contrasto alla radicalizzazione, al terrorismo e per le politiche di integrazione e sicurezza internazionale” dell’Università degli Studi di Bergamo, ideato e diretto dal professor Michele Brunelli e dal colonnello Paolo Storoni, comandante provinciale dei carabinieri di Bergamo. Il percorso di studi è finalizzato a creare competenze professionali necessarie ad affrontare le tematiche connesse sia allo studio, all’elaborazione e alla valutazione di politiche sociali per l’integrazione interreligiosa e interculturale, sia alla prevenzione della radicalizzazione e dell’estremismo violento, anche attraverso l’analisi e l’applicazione di metodi di de-radicalizzazione e di strategie antiterrorismo.

Il convegno è parte dell’attività di ricerca e di formazione specifica sul problema della radicalizzazione e del reclutamento del Progetto Internazionale PRaNet (Prevention of Radicalisation Network), finanziato dal Ministero dell’Istruzione, e che vede la collaborazione di due Università di paesi appartenenti all’Organizzazione della Conferenza Islamica (ADA University di Baku in Azerbaijan e Université Mohamed Lamine Debaghine Sétif 2 in Algeria), con l’Ateneo di Bergamo, capofila del progetto e del Master di II livello, realizzato con la collaborazione di Fidelitas, Intesa SanPaolo, Nexi, Ferrovie dello Stato Italiane e Kariba.

«Il continuo afflusso di militanti, necessario sia per alimentare gli stessi gruppi terroristici, sia per propagarne, anche in una dimensione spaziale, le idee e quindi le azioni, può essere reso possibile solo attraverso un’abile strategia propagandistica, che si attua anche attraverso specifici processi di radicalizzazione. Questi sono sì modellati su una precisa matrice comune, ma vengono poi adattati a singole realtà sociali, politiche, economiche e/o geografiche, dimostrando così la loro estrema versatilità ed efficacia», spiega il professor Michele Brunelli, direttore del Master.

Il programma della giornata di studi di venerdì 10 maggio prevede alle 9 la registrazione dei partecipanti seguita dalla prima sessione su “La prevenzione della radicalizzazione ed il livello di minaccia dell’estremismo violento in Italia”. Sono previsti gli interventi del presidente del Copasir (Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica) Lorenzo Guerini, del Procuratore Capo di Como e presidente del Comitato degli Stati Parte della convenzione europea sulla prevenzione del terrorismo Nicola Piacente e del Comandante Reparto Antiterrorismo ROS colonnello Marco Rosi. Moderano la discussione, e le sessioni che seguiranno, il professor Michele Brunelli e il colonnello Paolo Storoni.

La seconda sessione, dal titolo “Il sistema integrato di prevenzione ed investigativo sul fenomeno del terrorismo confessionale: l’esperienza internazionale”, verrà guidata dal colonnello Paolo Storoni. Interverranno Kellie Leclair, Special Agent dell’Fbi in servizio presso l’Ambasciata statunitense di Roma, Marco Bardetti del Comando Antiterrorismo del Metropolitan Police Service di Londra e Maurizio Faraone, Comandante Gendarmeria San Marino – Interpol.

La terza e ultima sessione, del convegno dedicata alle esperienze internazionali, vedrà l’intervento di Carlos Magadan Martinez, del Cuerpo Nacional de Policía spagnolo, e di Damien Halat, che parlerà de “La Francia dopo il Bataclan. Lessons Learned”.